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16.05.2018

Rogo nel deposito di vernici «Non c’è diossina nell’aria»

L’incendio divampato lunedì pomeriggio nel deposito dell’azienda Feroni di via QuaiottoI tecnici dell’Arpav eseguono i rilievi dopo il rogo nell’azienda
L’incendio divampato lunedì pomeriggio nel deposito dell’azienda Feroni di via QuaiottoI tecnici dell’Arpav eseguono i rilievi dopo il rogo nell’azienda

Hanno lavorato fino all’una e mezza, l'altra notte, i vigili del fuoco, intervenuti nell'azienda «Feroni Vernici e Diluenti» di Oppeano, per domare definitivamente lo spaventoso incendio sviluppatosi 11 ore e mezza prima. Grazie alla schiuma e all'acqua sono riusciti a sedare tutte le fiamme. Poi, i pompieri si sono turnati fino all’alba per tenere sotto controllo la situazione, affinché il fuoco non divampasse nuovamente da qualche residuo di materiale avvolto dal rogo. Il deposito di vernici è andato completamente distrutto, mentre non è stato intaccato il capannone dove avviene la produzione di vernici all'acqua utilizzate per il legno: lo stabilimento è annerito esternamente solo su un lato, ma non ci sono state conseguenze per la struttura. Tanto che, a fronte delle commesse da evadere, già oggi dovrebbe ripartire l'attività. Sul fronte dell'inquinamento, i dati forniti ieri al Comune dall’Arpav, l'Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto, e dall'Ulss 9 Scaligera, non hanno rilevato particolari concentrazioni nell'aria di diossine: in base alle analisi i valori rientrano infatti nella norma. Questo ha consentito ieri al sindaco Pierluigi Giaretta di revocare l'ordinanza firmata a scopo precauzionale lunedì pomeriggio, così come hanno fatto i colleghi di tre paesi vicini: Isola Rizza, Ronco all’Adige e Roverchiara. Tuttavia, Giaretta ha emesso ieri un altro provvedimento a scopo cautelativo, valido per il solo territorio di Oppeano, che raccomanda di lavare bene frutta e ortaggi raccolti in paese prima del loro consumo alimentare. «Questo perché sull'asfalto e sulla terra potrebbero essere rimasti dei residui bruciati», spiega il primo cittadino, «pertanto è consigliato provvedere ad un’accurata pulizia prima di consumarli». «Le condizioni meteorologiche hanno senz'altro attenuato il problema ambientale», sottolinea il sindaco, «in quanto il vento forte ha agevolato la dispersione del fumo scatenato dall’incendio. La pioggia di oggi (ieri, ndr), ha fatto il resto, scongiurando concentrazioni in atmosfera di sostanze tossiche». Il primo cittadino è rimasto a monitorare la situazione fino alle 21 di lunedì. Poi è tornato ieri per incontrare i tre fratelli, due maschi ed una femmina, proprietari dell'attività. «Nessuno dei tre fratelli Feroni sa darsi una spiegazione di come possa essersi sprigionato il rogo», evidenzia Giaretta, «considerato anche che in quel momento non c'era nessuno nel deposito». Dunque potrebbe farsi strada l'ipotesi accidentale, ma saranno i vigili del fuoco a stabilire la causa certa. «La ditta Feroni ha registrato un trend di crescita positivo negli ultimi anni», aggiunge Giaretta, «ecco perchè i proprietari hanno la necessità di tornare al più presto alla produzione, in modo da poter rispettare i tempi delle consegne ai loro committenti». «Desidero ringraziare tutti i soccorritori e quanti sono intervenuti durante le operazioni di spegnimento, in primis i vigili del fuoco che, con 30 uomini e 18 mezzi, sono riusciti prima a circoscrivere e poi a domare le fiamme», rimarca Giaretta. «Un grazie di cuore va anche agli agenti di polizia locale, ai volontari dell'associazione carabinieri e ai carabinieri della nostra stazione che hanno regolato la viabilità in un tratto di strada molto trafficato, a ridosso dalla statale 434», aggiunge il primo cittadino. «Oltre che ai tecnici dell'Arpav e dello Spisal dell'Ulss 9, che hanno tenuto costantemente sotto controllo la situazione dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico, per fortuna scongiurato». «Ora auguro a questa azienda sana che opera sul nostro territorio da 41 anni», conclude il sindaco, «di tornare al più presto in piena produzione e che questo episodio resti solo un brutto ricordo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Zeno Martini
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