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20.12.2018

Rapine, cresce la paura Si fa incetta di antifurti

I carabinieri di Legnago illustrano l’arresto di uno dei rapinatori
I carabinieri di Legnago illustrano l’arresto di uno dei rapinatori

Ad Oppeano cresce la paura tra la gente, che non parla d'altro, dopo gli ultimi episodi di violenza che si sono verificati tra domenica e lunedì scorsi a Ca' degli Oppi e nel capoluogo. Rapinatori senza scrupoli, pronti a tutto, a malmenare e persino a violentare, per impossessarsi di qualsiasi cosa di valore dalle abitazioni, prima di tornare nei Paesi di provenienza, soprattutto dell'Est europeo, durante le feste natalizie. E gli oppeanesi reagiscono come possono: con i social piuttosto che con i sistemi d'allarme, ma anche vegliando di notte le proprietà immobiliari. «Soprattutto gli anziani, i più bersagliati, hanno paura restare soli in casa e cercano sempre il conforto di qualcuno che stia con loro», racconta Stefano Vertuan, capogruppo degli alpini e titolare di un negozio di abbigliamento a Ca' degli Oppi, la località più vessata dai malviventi. «Ho la sensazione, parlando con i miei clienti, che qui le persone stiano facendo ricorso a sistemi di difesa personale, che possono essere un'arma piuttosto che una bomboletta al peperoncino sempre pronta all'evenienza», aggiunge. Corrado Patuzzo è il medico di famiglia che opera a Ca' degli Oppi: «Le ultime due vittime derubate e picchiate sono mie assistite. Fortunatamente se la sono cavata, ma la paura c'è. La gente comunque cerca di reagire come può. Ad esempio i giovani di Ca' degli Oppi hanno fatto un gruppo Whatsapp per segnalare persone sospette ed eventuali infrazioni tramite i social». «Conosco persone di Ca' degli Oppi che, dopo essere state visitate dai ladri, non riescono più a dormire nel loro letto e fanno la guardia alla casa tutta la notte», racconta Federico Peretti, titolare con il fratello Mauro del negozio di generi alimentari della frazione. Poi aggiunge: «C'è paura soprattutto tra chi vive in luoghi isolati e nelle vie dove non funzionano i lampioni». «In parecchi hanno fatto ricorso ad impianti d'allarme ed hanno messo le inferriate alle finestre», conclude Peretti. Paolo Patuzzo produce proprio allarmi: «Ultimamente c'è stato un notevole aumento di richieste di sistemi di videosorveglianza con telecamere esterne. In questa zona installiamo anche molti sistemi d'allarme perimetrali esterni, che si attivano prima dell’intrusione in casa».

Z.M.
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