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02.02.2018

Operaio morto in acciaieria Oggi si ferma la produzione

Maurizio Cossu
Maurizio Cossu

Francesco Scuderi Gli operai della «Aso Sps» di Vallese di Oppeano devolveranno ai familiari di Maurizio Cossu - lo sfortunato manutentore bresciano morto l’altro giorno a seguito di un infortunio sul lavoro accaduto all’interno dello stabilimento - lo stipendio di un’intera giornata di lavoro. Un atto di solidarietà, quello dei dipendenti dell’acciaieria di via Salieri, maturato ieri durante l’assemblea sindacale convocata per parlare del tragico fatto. Cossu, 41 anni, dipendente di una ditta esterna, la «Idro Tecno Garda Impianti» di Salò, stando ai primi rilievi eseguiti dai tecnici del Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spisal) dell’Ulss 9 Scaligera, era intento a sistemare, assieme ad un collega, la barra su cui vengono agganciati gli anodi per eseguire la cromatura. Improvvisamente, un'operazione di routine, eseguita in tante altre occasioni dall'operaio, è culminata nel dramma. Stando alle prime verifiche, la spranga in sospensione, pesante diversi quintali, si è mossa staccandosi da uno dei due supporti a cui era ancorata alle estremità e non ha lasciato scampo al 41enne. Durante l’assemblea sindacale, gli operai dello stabilimento che fa capo all’omonimo gruppo siderurgico di Ospitaletto (Brescia), specializzato nella produzione di barre e tubi cromati per il movimento terra, l’agricoltura e il settore eolico, hanno proclamato uno sciopero anche per la giornata di oggi bloccando di fatto la produzione. E questo nonostante dalla direzione dello stabilimento ci tengano a sottolineare come «l’impianto dove è avvenuto il drammatico episodio non è stato posto sotto sequestro dalle autorità». «Si è trattato di una tragica fatalità di cui siamo molto dispiaciuti», aggiungono. Gli operai della «Aso Sps» durante l’incontro con i sindacati hanno chiesto alla proprietà dell’azienda ulteriori misure di sicurezza «affinché quanto accaduto non si ripeta mai più». Sulla morte dell’operaio bresciano, è intervenuta con un comunicato anche la sezione di Verona di Rifondazione comunista per denunciare «scarsa prevenzione sui luoghi di lavoro e la riduzione dei fondi per far fronte alle tematiche della sicurezza». «Nel 2017, in Veneto, sono morti 55 lavoratori, Verona è al primo posto con 14 decessi», prosegue la nota, «bisogna dare sicurezza e dignità ai lavoratori». •

Francesco Scuderi
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