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30.08.2018

Mario e Bianca, duecento anni di avventure, drammi e primati

Maria Bianca Ferrari e Mario Posenato alla casa di riposo dove oggi festeggeranno il secolo di vita DIENNE
Maria Bianca Ferrari e Mario Posenato alla casa di riposo dove oggi festeggeranno il secolo di vita DIENNE

Sarà una festa di compleanno senza precedenti quella che si terrà oggi, a partire dalle 15.30, alla casa di riposo della Fondazione Zanetti di Oppeano. Un pomeriggio dedicato a due ospiti speciali che, in questi giorni, hanno compiuto cento anni ed hanno scritto autentiche pagine di storia: Maria Bianca Ferrari e Mario Posenato. Accanto agli altri ospiti e ai familiari, a fare festa ai neo centenari, per i quali verranno preparate due maxi torte, ci saranno tutto il personale della residenza e il sindaco di Oppeano Pierluigi Giaretta. IL REDUCE DI GUERRA. Mario Posenato ha tagliato il traguardo del secolo di vita martedì 28 agosto, essendo nato il 28 agosto del 1918 a Brenton di Roncà. «Mi sono trasferito a Vallese prima e ad Oppeano poi da giovane, perché qui c'era lavoro», racconta Mario, che ha avuto due sorelle ed un fratello. Ha cominciato facendo il muratore per poi diventare bracciante nell'azienda agricola della sorella Bruna. Guidava le macchine agricole come terzista ed ha fatto il trattorista per alcune imprese. Posenato si è sposato a 38 anni con Guerrina, dalla quale ha avuto il suo unico figlio Franco. Da tre anni e mezzo è ospite della struttura oppeanese, dopo essere stato colpito da ischemia. L'esperienza più tragica e sconvolgente della sua vita l'ha fatta a 23 anni, quando nel 1941 prese la tradotta per combattere nella Campagna di Russia, nel corpo del Genio pontieri. Per essere stato un combattente del fronte del Don ed essere ritornato miracolosamente a casa, è un pluridecorato con medaglie che mostra ancora con orgoglio: la Croce di Guerra in ferro, quella di Cavaliere della Repubblica, quella dei Combattenti e Reduci, di cui ha fatto parte attivamente, quella di sopravvissuto della Campagna di Russia. «In Russia sono rimasto due anni», ricorda Mario, «sono stato proprio sul fronte del Don, che è un fiume come l'Adige, solo più ghiacciato». Là costruiva ponti di legno per far passare da una sponda all'altra l'esercito italiano, lavorando a 35 gradi sotto zero. In quei giorni tremendi compì 24 anni. «Mi sono congelato mani e piedi», prosegue, «ho visto tanti compagni morire, anche del mio paese di origine. Ci ho impiegato un anno, durante la ritirata, per rientrare in Italia, camminando e montando su qualsiasi mezzo che incrociavo. Ho patito tanta fame e tanto freddo». Posenato è uno degli ultimi veronesi tornati dalla Russia che può ancora narrare quella terribile esperienza. Ha due nipoti, Cristian di 40 anni e Martino di 25. Ha ricevuto pure tre «Premi della bontà» per aver seguito con dedizione sua moglie, gravemente malata per quasi trent'anni e deceduta prematuramente. Mario ha usato la bicicletta fino all'età di 96 anni, amava giocare a carte e ora si fa leggere ogni giorno L'Arena dagli operatori. L’ASSO DEL VOLANTE. Ci confessa invece che lei L'Arena la legge ancora da sola, Maria Bianca Ferrari, nata il 20 agosto del 1918 a Perzacco di Zevio e residente nella struttura da circa un anno. Bianca è rimasta single, «perché il ragazzo che mi piaceva aveva la tubercolosi e i miei genitori non hanno voluto che lo sposassi», confessa la neo centenaria, quinta di sette fratelli. Bianca annovera un record: è stata tra le prime donne veronesi a prendere la patente di guida nel 1956 ed ha guidato per oltre mezzo secolo, tanto che nel 2006 è stata premiata, dall'allora prefetto Perla Stancari, con il volante d'oro. La sua prima automobile fu una Fiat 600. «Accompagnavo da Perzacco tutte le mattine in macchina mia sorella che lavorava all'ufficio postale di Vallese: doveva essere sul posto di lavoro alle sette», ricorda Bianca, «il direttore dell'ufficio non credeva che avessi la macchina e così venne con la sua moto fino a Perzacco per vedere la mia 600». In 50 anni sulle strade, Bianca non ha mai causato né subito un incidente. «Cambiavo una macchina ogni 10 anni, tutte però di piccola cilindrata», confida la centenaria, ancora vispa e lucidissima. «Ho lavorato nella bottega di generi alimentari di mio papà Augusto e quando è scomparso», narra Bianca, «me l'ha lasciata da gestire. Allora ho chiesto ad Aldo Brendolan, capostipite della grande catena di supermercati, se mi conveniva continuare con quel lavoro e lui mi disse sì, così ho proseguito con l’attività in via di Mezzo». «Mia mamma Elisa, invece, era di origini tedesche ed ha fatto la maestra a Perzacco per oltre 40 anni». Sempre in contatto con molta gente, per alcuni anni si è resa disponibile a lavorare, come volontaria, nella segreteria della scuola materna «Gian Battista Meneghini» di Zevio. Ottimista, ironica e spiritosa, sulla sua tavola non mancava mai un buon bicchiere di vino rosso. Bianca è una grande tifosa dell'Hellas Verona. «Sono stata anche allo stadio con mio nipote per vedere la mia squadra del cuore, mi dispiace sia retrocessa in serie B ma tornerà presto in A», conclude la centenaria. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Zeno Martini
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