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12.08.2018

Il filò di Modena e Dino Coltro in replica speciale

Luigi e Giovanni Modena mentre recitano «La lucerna del filò»
Luigi e Giovanni Modena mentre recitano «La lucerna del filò»

Zeno Martini Il Filò torna in scena al parco San Serafino. Anzi, a tornare è tutto lo spettacolo «La lucerna del filò», il grande testo scritto da Giovanni Modena e Dino Coltro che gli attori del Piccolo Teatro hanno portato in giro per l’Italia e in mezza Europa, in oltre 40 anni di attività. Uno spettacolo che dopo la scomparsa del regista e fondatore del gruppo teatrale, Giovanni Modena, avvenuta nel 2009, è stato purtroppo messo da parte. Ma ora, su richiesta del Comune e della Pro loco di Oppeano, la narrazione orale della civiltà contadina della Bassa, ritornerà in scena per una sera d’estate, giovedì 23 agosto alle 21, in occasione del ciclo «Parco in musica». IL RITORNO DI LUIGI. Per l’occasione, tornerà anche a recitare Luigi Modena, fratello di Giovanni e Maria, l’ultimo dei tre fratelli Modena ancora presente, che recita nella compagnia dagli anni Sessanta. Questo sarà dunque un vero tuffo nella nostalgia e dunque imperdibile. L’ingresso è libero. Sarà l’occasione infatti per riascoltare fòle, storie, filastrocche e cante di chi non conosceva la televisione ed aveva fatto poca scuola, ma non per questo non era intelligente. Ognuno sapeva trasmettere infatti una cultura, raccontando con abilità e conoscenza, con la rima e il canto i fatti. Ma anche con ironia, sapendo anche ridere di se stessi e degli altri in un contesto di vita modesta, fatta di enormi sacrifici ma anche di solidarietà. La sera, con la stagione fredda, tutti si radunavano attorno al «contafole» e ad anziani e le stalle si trasformavano in teatri. Ad Oppeano il filò si faceva nella stalla della famiglia Isolan, dove è stata Rai Tre a registrare lo spettacolo di Modena e Coltro. Lo spettacolo è stato più volte trasmesso. IN RICORDO DI GIOVANNI. Luigi Modena e gli altri attori, diretti da Nella Dall’Agnello, regaleranno un’ora di filò al pubblico anche per ricordare chi non c’è più, come Giovanni e Maria Modena. «Per questa serata, ho scelto fiabe, aneddoti, filastrocche, così come Coltro e Giovanni li hanno raccolti da testimoni diretti», svela Dall’Agnello, «come le cante che salivano forti dai campi: sono state proposte in più di 3.000 repliche in teatri di tutta Italia, in tv e all’estero, con Afra China, Giovanni, Luigino e Maria Modena». La compagnia oppeanese arrivò a recitare davanti ad un santo, papa Woitila, in sala Nervi, nel 1981, e il Santo padre disse più volte, all’indirizzo del Piccolo teatro, a fine spettacolo: «Verona, mi avete commosso». Fra l’altro nello spettacolo era stata inserita appositamente una Settimana Santa del ‘700, raccolta da un’anziana di Oppeano. LA CULTURA CONTADINA. «Giovedì sera vorremmo sorridere con il pubblico, per ricordare con orgoglio la bellezza della nostra cultura contadina», conclude la regista. «Abbiamo la gioia di avere con noi Luigino Modena il fratello di Giovanni, colui che con Giovanni ha fondato e fatto grande il Piccolo Teatro». Il grande regista Ermanno Olmi, recentemente scomparso, che ha chiamato più volte ad Asiago e a Vicenza il Piccolo Teatro, diceva di Luigi Modena: «Perché non lascia la carriera di insegnante e fa solo l’attore? Lei è un grande attore, un attore nato!». Fra le sue più grandi interpretazioni, quella di San Serafino da Montegranaro, ma Luigi ha dato le sembianze, e la voce, a tantissimi personaggi della compagnia, come nessuno. Per riproporre questo spettacolo Luigino tornerà in scena dopo alcuni anni di riposo, ad 80 suonati e a 50 dalla prima volta che recitò con i fratelli. •

Zeno Martini
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