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02.02.2018

Gagliardetti e cori degli alpini per l’ultimo saluto a

Il feretro di Meneghelli circondato dai suoi amici alpini DIENNEFOTO
Il feretro di Meneghelli circondato dai suoi amici alpini DIENNEFOTO

Zeno Martini «Se hai bisogno, ti dime e mi fao». Questa era la frase con cui l'assessore Romolo Meneghelli era solito rivolgersi al sindaco, Pierluigi Giaretta, che ieri l'ha voluto ricordare davanti ad una chiesa stipata di persone, riunitesi per dare l'ultimo saluto all'amministrore di lungo corso di Ca' degli Oppi, morto a 72 anni. Sono stati i suoi amici alpini del gruppo di Ca' degli Oppi, con in testa il capogruppo Stefano Vertuan, ad accompagnare il feretro di Meneghelli sotto la pioggia, dalla baita cadioppina alla chiesa, dove sono state celebrate le esequie: la liturgia è stata animata dal coro Piccola Baita di Borgo Venezia. Una quindicina i gagliardetti di altrettanti gruppi Ana, preceduti dal gonfalone della Città di Oppeano listato a lutto. Moltissimi gli amministratori presenti, tra cui diversi sindaci della Bassa, ex amministratori oppeanesi, dipendenti ed ex dipendenti comunali. Sono intervenuti alla cerimonia anche l'ex sindaco di Verona, Flavio Tosi, e l'ex senatore Federico Bricolo, amici di Meneghelli. «Sapevi farti voler bene e oggi tutti questi amici sono venuti qui a salutarti», ha descritto alla nutrita assemblea il sindaco Giaretta. «Prove ne hai superate tante e non ti sei mai lamentato, né tirato indietro. A te piaceva vedere tanta gente e che fosse felice. Per questo organizzavi tante manifestazioni, a cominciare dalla sagra e dal carnevale. Assieme a te, in questi 19 anni, sono cresciuto a maturato. Eri l'assessore anziano e per questo hai voluto prendere il posto accanto al sindaco». «Porteremo avanti quelle opere che tu hai suggerito e programmato», ha promesso al suo assessore Giaretta. «Eri burbero, ma col cuore d'oro: una merce rara al giorno d'oggi», l'ha definito l'ex sindaco e consigliere regionale Alessandro Montagnoli, commosso fino alle lacrime e con la voce strozzata dal dolore. «Abbiamo portato avanti insieme vent’anni di battaglie, con l'amministrazione, con gli alpini e con il partito», ha sottolineato Montagnoli. «Ti ho cercato martedì scorso per organizzare il solito incontro, ma mi hanno detto che eri all'ospedale. Abbiamo sperato fino all'ultimo che superassi anche questa prova. Ciao amico mio». «Te ne sei andato senza che potessi prepararmi al tuo distacco», ha detto sul pulpito l'amico alpino Gino da Pavia. «Mi chiamavi anche solo per sentire come stavo. Ma caro amico, ti ritroverò lassù. Grazie, grazie e ancora grazie». Il parroco di Oppeano, don Giuseppe Facci, ha letto il Vangelo di Giovanni, in cui Cristo dice ai suoi apostoli: «Vado avanti a prepararvi la strada. Io sono la via, la verità e la vita». «Non lasciarci cadere nel crepaccio della sfiducia, della rabbia e della solitudine», ha detto il parroco di Ca' degli Oppi, don Marco Simino. «Accompagniamo Romolo in questo passaggio, a volte stretto e vertiginoso, verso l'incontro con il Signore. Perché dopo la morte, c'è un luogo di incontro, alla presenza del Signore». La comunità e i suoi amici ne sono certi: Romolo è già arrivato in quel luogo e, come era solito fare, sta già organizzando una gran festa. •

Zeno Martini
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