CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

03.12.2017

«Giobatta era ancora vivo: mi commossi»

Rodi De Togni è il primo a destra. Seduto, il suo amico Giobatta Fasoli
Rodi De Togni è il primo a destra. Seduto, il suo amico Giobatta Fasoli

«Ci si faceva forza a vicenda, e non si smetteva mai di pensare in positivo». Risponde così Rodi De Togni, 94 anni, quando gli si chiede come si sopravvive alla prigionia in un campo di concentramento. Lui, di Linz, ricorda soprattutto un amico. «Si chiamava Giobatta Fasoli, di San Floriano. L’avevo conosciuto a Napoli e poi l’avevo perso di vista. L’ho ritrovato al campo di lavori forzati a Linz e assieme ci siamo fatti coraggio». Qualche anno fa Rodi chiese ai figli di accompagnarlo a vedere se quel suo amico fosse ancora vivo. «Mi hanno portato a San Floriano e quando abbiamo chiesto di lui ci hanno subito indicato la sua casa. Era ancora vivo ed è stato davvero emozionante rincontrare chi aveva condiviso con me quei giorni difficili». Non erano rare le amicizie, tra soldati. «Nei giorni precedenti alla liberazione, gli americani bombardarono il nostro campo. Fecero molti morti, tra cui un nostro amico di Trento, si chiamava Frisinghelli ed era uno studente universitario. Siamo riusciti a non farlo seppellire nelle fosse comuni con gli altri cadaveri. Ci siamo dati da fare e gli abbiamo costruito una bara, raccattando pezzi di legno qui e là. Abbiamo inciso una croce e scritto il suo numero di matricola e gli abbiamo dato degna sepoltura». S.M.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1