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09.08.2018

Note degli 883 e corteo di moto per lo straziante addio a Diego

La bara sormontata da un cuscino di rose e dal casco del giovane Il corteo di moto che ha accompagnato il feretro in chiesa DIENNEFOTO
La bara sormontata da un cuscino di rose e dal casco del giovane Il corteo di moto che ha accompagnato il feretro in chiesa DIENNEFOTO

Campane a festa, un corteo funebre preceduto da vespe e moto, il casco che indossava adagiato sulla bara ai piedi dell’altare. E poi ancora la maglietta dell’Inter posata sul feretro alla fine del funerale, sul sagrato, mentre risuonavano le note della canzone «Gli anni» degli 833 tra le lacrime di amici e parenti. Sono alcuni dei momenti dell’ultimo saluto a Diego Faustini, il 31enne morto all’alba di domenica scorsa, mentre viaggiava in sella al suo scooter Kymco nel vicino Comune di Oppeano. Centinaia di persone si sono date appuntamento ieri mattina nella chiesa parrocchiale di Isola Rizza per stringersi attorno a mamma Lorella, papà Patrizio e alla sorella Ilaria straziati dal dolore. Una famiglia molto conosciuta e stimata in paese, proprietaria da quarant’anni di un calzaturificio dove lavorava anche il giovane. Diego percorreva via Negra quando ha perso il controllo del mezzo. Lo scooter si è infilato tra un palo della luce e il muretto di recinzione di una casa, una strettoia di appena 50 centimetri. All’arrivo dei soccorritori, allertati dal tremendo botto, purtroppo per il ragazzo non c’era più nulla da fare. La dinamica di quanto accaduto è ancora al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Legnago. La bara in legno chiaro, sormontata da un cuscino di rose bianche, ha fatto il suo ingresso nella chiesa tra la commozione generale. Tanti i volti di giovani rigati dalle lacrime. Tra i presenti, oltre agli amministratori comunali, anche l’assessore regionale ed ex sindaco di Isola Rizza Elisa De Berti, amica della famiglia Faustini. Patrizio, il papà di Diego, attuale consigliere comunale e per molti anni presidente del comitato di gestione della scuola materna del paese, ha condiviso infatti parte del suo percorso politico con De Berti. «Sono giorni di dolore per tutti noi», ha esordito il parroco don Angelo Castelli, «ci facciamo tante domande, pensiamo ad una giovane vita spezzata e non possiamo che affidarci al Signore. Diego ora vivrà nell’eternità di Dio». Accanto al feretro, i genitori e la sorella hanno assistito composti a tutta la cerimonia chiusi nel loro immenso dolore. «Di fronte alla tragica morte di Diego», ha proseguito il sacerdote, «non basta il conforto di amici e familiari, è Dio ad avere l’ultima parola, a lui chiediamo consolazione e speranza per andare avanti». Al termine del rito a prendere la parola per prima è stata la sorella Ilaria. «Se avessi potuto scegliere un fratello, lo avrei voluto proprio come te, con tutti i tuoi pregi, i tuoi difetti e il tuo sorriso. Grazie Diego», ha sussurrato la giovane tra gli applausi dei presenti. «Diego eri speciale, il tuo modo di fare rendeva tutto più bello», ha detto un’amica a nome di tutti gli amici leggendo una lettera. «Ovunque tu sia nessuno di noi ti dimenticherà. Il nostro non è un addio ma un arrivederci, grazie mille per tutto, fa buon viaggio». E sono seguiti lunghi applausi nella parrocchiale, troppo piccola per contenere tutti i presenti. Sul sagrato, mentre attendevano l’uscita del feretro, gli amici avevano preparato altri momenti per salutare Diego. Sulla bara è stata adagiata una maglietta dell’Inter. Diego amava i colori nerazzurri. E poi a fianco al carro funebre la sua vespa blu con un amico che l’ha accesa e fatto sentire il rombo del motore. Il tutto sulle note degli 883 e delle campane fatte suonare a festa per volere dei familiari. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Scuderi
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