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01.08.2018

Risparmi spariti nella filiale di Mps «Siamo parte lesa»

Banca Monte Paschi di Siena prende posizione nella vicenda che ha visto coinvolta una sua ex dipendente sospettata di aver fatto sparire oltre un milione di euro dai depositi dei clienti della filiale cittadina. «In merito alle notizie di stampa sulla filiale Monte dei Paschi di Nogara», afferma in una nota l’istituto di credito senese, «la banca è al corrente della situazione e sta completando le opportune verifiche, sia a tutela dei clienti che della propria reputazione. Banca Mps in questa vicenda è parte lesa, ha già presentato un esposto-denuncia all’autorità giudiziaria e si assumerà le proprie responsabilità nei confronti dei clienti danneggiati». Il gruppo bancario toscano, quindi, ha provveduto a denunciare quanto accaduto in paese e ha preso posizione per risarcire in toto i propri clienti truffati dall’impiegata licenziata in tronco lo scorso maggio dopo che era stato scoperto un ammanco di 525mila euro da un investimento effettuato da un imprenditore locale. L’istituto di credito sta infatti ricostruendo l’intera vicenda e, con i propri funzionari, sta organizzando la restituzione del maltolto. Allo stesso tempo, comunque, Monte dei Paschi ritiene che la sua immagine sia stata fortemente danneggiata dal comportamento della sospettata numero uno e intende perciò agire in tutte le sedi per venire risarcita dall’impiegata infedele. La presunta responsabile di quanto successo, riapparsa nei giorni scorsi a Nogara dopo un periodo di assenza, dovrà riferire agli inquirenti dove siano finiti i soldi e fornire particolari che escludano il coinvolgimento di altre persone in questa singolare truffa. Sembra infatti che nella filiale nessuno si fosse mai accorto degli ammanchi fino al momento della denuncia da parte di un anziano imprenditore che reclamava la restituzione dei suoi investimenti. Si delinea intanto l’identikit delle vittime, che venivano scelte accuratamente tra clienti anziani, possibilmente senza figli o con problemi di salute. Tutto questo forse nella speranza di insabbiare il piano diabolico al momento della loro morte. Agli eredi infatti non sarebbe risultato alcun investimento a favore del loro parente. Un piano che non ha però funzionato nel caso del 79enne, che ha sporto denuncia e dato il via alle indagini. •

RI.MI.
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