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30.01.2018

La Rems compie due anni Sono ospitati 40 pazienti

Nogara: la Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza (Rems) sorta due anni fa all’ex ospedale
Nogara: la Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza (Rems) sorta due anni fa all’ex ospedale

Riccardo Mirandola Sono quaranta, di cui cinque donne, i pazienti ospitati nella Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) sorta esattamente due anni fa all’ex ospedale «Stellini» di Nogara. Unica struttura del suo genere di tutta la Regione Veneto, la Rems è nata in sostituzione degli ospedali psichiatrici giudiziari e accoglie esclusivamente persone residenti nel Veneto. Dal giorno di apertura del centro, attualmente collocato in via provvisoria al piano terra e al primo piano dello «Stellini», sono stati 66 i pazienti condannati per reati penali, ma non imputabili per via delle loro condizioni di salute mentale, che hanno trovato un percorso di cure adeguato alle loro patologie. In totale, sono state invece 26 le persone che sono state dimesse dalla Rems per la fine del trattamento o perché sottoposte a libertà vigilata o a licenza sperimentale perché è venuta a mancare la loro pericolosità sociale. «Dei 40 pazienti ospitati», spiega Carlo Piazza, dal 2016 direttore della struttura, «24 hanno ricevuto un provvedimento definitivo mentre 16 provvisorio. Di questi, 11 sono stranieri, quattro dei quali senza fissa dimora e privi di autosostentamento. Il loro tempo di permanenza varia da qualche mese ad alcuni anni, a seconda dell’ordinanza emessa del magistrato competente e del loro percorso terapeutico, riabilitativo e comportamentale. Pur essendo una struttura atta alla sorveglianza e alla custodia, la Rems è una residenza terapeutica con carattere di comunità. Oltre a cure farmacologiche eroga servizi riabilitativi e psicosociali a tutti i pazienti inseriti». La struttura è gestita da personale medico dell’Ulss 9 Scaligera in collaborazione con la cooperativa «La Rondine» per gli operatori non medici, come psicologi, psicoterapeuti, criminologi, educatori, infermieri, tecnici della riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali ed operatori socio-sanitari. All’interno del centro, così come all’esterno, vengono organizzate numerose attività psico-socio-riabilitative, con la finalità di un completo recupero sanitario e sociale delle persone ospitate. I pazienti partecipano spesso a iniziative della parrocchia di Nogara, al «Simposio dei poeti», che si tiene a cadenza mensile a Palazzo Maggi, e ad altre manifestazioni di carattere culturale, sportivo o di inserimento sociale. Non solo. Gli operatori accompagnano spesso alcuni ospiti anche al mercato settimanale, che si tiene in centro il giovedì mattina, oppure nei supermercati del paese per acquisti personali. Qualche ragazzo, inoltre, ha fatto un’esperienza lavorativa in un’azienda agricola del territorio in vista anche dell’avvio, la prossima primavera, di un’attività di coltivazione di verdure biologiche nei campi adiacenti all’ex ospedale. Ossia l’appezzamento che fa parte del lascito testamentario di Francesco Stellini. Per questi terreni, circa una ventina di campi veronesi, è in programma un utilizzo specifico per le iniziative programmate dalla Rems. Nei prossimi mesi, poi, grazie a un finanziamento di 12 milioni di euro da parte dello Stato, partiranno i lavori per il recupero degli edifici dell’ex azienda agricola Stellini e della villa omonima. Tutto ciò allo scopo di poter consentire alla Rems di ampliarsi in futuro. Il progetto prevede infatti una serie di spazi ricreativi, culturali, uffici e alloggi riservati agli ospiti, il cui numero non dovrebbe superare però le 40 unità tra uomini e donne. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Riccardo Mirandola
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