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04.08.2018

Esche contro le nutrie Denunciato agricoltore

Nutrie avvelenate nelle acque dello scolo Turella, a Nogara
Nutrie avvelenate nelle acque dello scolo Turella, a Nogara

Ha sparso esche topicide nel suo campo di mais, che confina con il corso d’acqua Turella, a Nogara, per liberarsi delle nutrie che ogni anno gli rovinano il raccolto. Una scelta che è costata però cara ad un agricoltore di 50 anni del paese, che nei giorni scorsi è stato denunciato dalla Polizia Provinciale per aver sterminato la fauna selvatica. Alcune guardie hanno rinvenuto infatti un numero imprecisato di esche ormai consumate dagli animali, mentre tutto attorno sono state rinvenute carcasse di nutrie, gallinelle d’acqua, gazze, cornacchie e altri uccelli morti sicuramente dopo aver ingerito il potente veleno per topi. Gli agenti si sono quindi recati dal proprietario del terreno che ha mostrato loro tre secchi colmi di esche di colore rosso identiche a quelle rinvenute nel campo e pronte per essere distribuite nei terreni di sua proprietà. L’uomo, ignaro di quanto andava incontro, ha ammesso candidamente di aver sparso il veleno perché era stanco di vedersi decimare il raccolto dalle nutrie, che uscivano dal fiume Turella per andarsi a cibare delle pannocchie di mais. É scattata quindi la denuncia immediata per uccisione di fauna selvatica e abbandono di materiale pericoloso, oltre che per la violazione della legge sulla caccia che vieta l’uso di esche avvelenate in ambiente naturale. Il flagello delle nutrie, considerate come specie da eradicare nel Veneto, può essere combattuto solamente con spari o con trappole fornite gratuitamente dalla Polizia Provinciale. Avvelenare i roditori comporta inevitabilmente che le carcasse diventino cibo per altri animali selvatici, come rapaci e volpi, compresi cani e gatti. A segnalare il caso sono state guardie volontarie che hanno trovato alcuni animali morti per poi accorgersi successivamente delle esche ormai consumate. L’agricoltore dovrà ora presentarsi davanti al giudice e, in caso di condanna, dovrà versare una sanzione cospicua. A nulla sono servite le scusanti, seppur comprensibili, dell’uomo che ogni anno si vedeva costretto a perdere alche un terzo del raccolto per sfamare centinaia di nutrie che invadevano indisturbate il suo campo di mais. I grossi roditori, infatti, hanno imparato a mangiare la base delle piante e a farle quindi cadere tutte nello stesso verso per cibarsi poi tranquillamente delle pannocchie. Nella zona la presenza di nutrie è una delle maggiori cause di perdita di raccolti per le aziende agricole. Un valido contenimento del loro numero viene attuato da squadre di cacciatori, autorizzati dalla Provincia, che ogni anno da gennaio ad aprile escono in orario serale per sparare agli esemplari che si trovano nei fossati o nei campi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Riccardo Mirandola
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