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03.08.2018

Bomba d’acqua allaga scantinati garage e strade

L’inquilina di un palazzo guarda sconsolata l’acqua che ha invaso i garage FOTOSERVIZIO DIENNEScantinato allagato in un’abitazione di via Aldo MoroIl materiale messo ad asciugare in cortile alla casa di riposo
L’inquilina di un palazzo guarda sconsolata l’acqua che ha invaso i garage FOTOSERVIZIO DIENNEScantinato allagato in un’abitazione di via Aldo MoroIl materiale messo ad asciugare in cortile alla casa di riposo

Un violento temporale si è abbattuto su Nogara nella notte tra mercoledì e giovedì mandando in crisi l’intera rete fognaria del paese. Strade allagate, cantine invase dall’acqua, auto galleggianti come barche nei garage e fossati strariparti: sono le principali conseguenze del fortunale che in poco più di un’ora ha scaricato sul territorio oltre 70 millimetri di pioggia. Un evento eccezionale abbattutosi nel Comune della Bassa a due settimane di distanza da quello del 15 luglio quando una tromba d’aria, con grandine e pioggia, devastò gran parte di Nogara, Gazzo e Sorgà. In quell’occasione, il sindaco Flavio Pasini aveva chiesto alla Regione di proclamare lo stato di calamità naturale, che per il momento non è ancora arrivato. Per tutta la notte, moltissime famiglie di Nogara hanno lottato contro l’acqua che stava inesorabilmente invadendo le loro abitazioni provocando danni ingenti. Le prime ad essere sommerse sono state le zone più basse del paese dove si è concentrata la pioggia facendo saltare le fognature. In tante case, quindi, si sono riversati i reflui delle fognature che hanno rovinato mobili, elettrodomestici, suppellettili, automobili e quanto altro si trovava in cantine e scantinati. A contribuire agli allagamenti si è messa di mezzo anche la mancanza di corrente elettrica, che ha impedito in molti casi alle pompe sommerse di funzionare al meglio. Ieri mattina la situazione in paese era davvero desolante. Quasi ovunque si potevano vedere nogaresi con i stivali che svuotavano le proprie abitazioni invase da acqua e detriti, che spostavano in cortile mobili e altro materiale inzuppato d’acqua o che spingevano in strada auto non funzionanti. Danni si sono verificati anche alla casa di riposo «San Michele» dove le fognature non hanno retto alla grande mole di pioggia che si è poi riversata nello scantinato dove si trovano la cucina e la lavanderia dell’istituto per anziani. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire per liberare lo scantinato dall’acqua e permettere così al personale della struttura di recuperare il materiale in ammollo. I disagi maggiori si sono registrati in via Caselle, via Aldo Moro, via San Francesco, via Gramsci, via Torrazzo, via Sterzi e via Molino di Sopra. Quest’ultima via è attraversata dallo scolo Serriola, che in molti punti è ostruito da tombini troppo stretti, i quali hanno provocato l’innalzamento del livello dell’acqua che è poi finita nelle abitazioni allagando scantinati e pianterreni. Fortunatamente, hanno invece tenuto gli argini dei fiumi Tartaro e Tartarello che, a dire il vero, fino a mercoledì avevano una portata di acqua molto limitata e pertanto sono stati in grado di ricevere la grande quantità di pioggia caduta in poco tempo. All’agricoltura, fortemente colpita dalla tromba d’aria del 15 luglio, l’acqua non ha provocato troppi danni. In molti casi l’abbondanza di pioggia ha consentito agli agricoltori di interrompere almeno per 10 giorni i turni di irrigazione. «Stiamo ancora aspettando la dichiarazione di calamità naturale», spiega il sindaco Falvio Pasini, «ed ecco che ora si ripresenta un altro evento atmosferico importante. Speriamo che la Regione accolga in fretta le nostre istanze». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Riccardo Mirandola
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