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25.10.2018

Venezia scrive la parola fine sulla fusione tra i due Comuni

I sindaci Vincenzo Bonomo e Clara Scapin a un incontro sulla fusione
I sindaci Vincenzo Bonomo e Clara Scapin a un incontro sulla fusione

Il consiglio regionale mette una pietra tombale sul progetto di fusione tra Legnago ed Angiari. Nei giorni scorsi, infatti, l’assemblea di Palazzo Ferro-Fini si è espressa all’unanimità contro la proposta, avanzata dalla sola città del Salieri, di creare un unico «Super Comune» mediante l’accorpamento con il vicino territorio angiarese. Tutto ciò in base ad uno studio di fattibilità sulla fusione avviato nel 2017 dai due municipi. Tuttavia, una volta conosciuto l’esito di tale indagine, l’amministrazione di Angiari, guidata dal sindaco Vincenzo Bonomo, aveva deciso di non proseguire più il cammino intrapreso assieme al capoluogo della Bassa. La Giunta del primo cittadino legnaghese Clara Scapin, al contrario, aveva deciso di presentare comunque a Venezia gli incartamenti per avviare l’iter della fusione. Tanto che la prima commissione Affari istituzionali, presieduta da Alessandro Montagnoli, nelle scorse settimane ha convocato i due sindaci a Venezia, i quali hanno ripetuto, davanti ai consiglieri, i loro pareri discordanti sul progetto. Scapin, difatti, ha confermato la positività dell’iniziativa, mentre il collega Bonomo ha criticato l’atto unilaterale varato dalla sola amministrazione legnaghese. Pertanto, la commissione ha dato il proprio giudizio di «non meritevolezza» sul progetto di legge. Il fascicolo, poi, è approdato nell’aula del consiglio regionale, dove ha subito lo stop definitivo. Tutti i 43 consiglieri presenti alla seduta, sia in maggioranza che in minoranza, hanno difatti ritenuto «non meritevole di prosecuzione» la proposta legislativa, cassandola in maniera definitiva. Lo stesso Montagnoli ha ricordato come la proposta provenisse da un solo Comune, ossia quello di Legnago, «nonostante il secondo centro coinvolto nell’iniziativa, ossia Angiari, avesse esplicitamente manifestato la volontà di non dare seguito a questo tipo di proposta, ritenendo che non fosse stato rispettato il principio di condivisione della stessa». Anche i capigruppo di minoranza Stefano Fracasso del Partito democratico e Giovanna Negro di «Veneto cuore autonomo», hanno confermato in aula la loro posizione contraria alla prosecuzione dell’iter della fusione. •

F.T.
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