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03.01.2018

Una vita tra barbe e capelli Il «figaro» Elio appende le forbici dopo settant’anni

Il barbiere Pasqualini ritratto nel suo negozio in una foto d’epoca
Il barbiere Pasqualini ritratto nel suo negozio in una foto d’epoca

Taglia barbe e capelli da 70 anni. Ed ora, ha deciso di appendere le forbici al chiodo. Sabato 30 dicembre, Elio Pasqualini, 83 anni, ha servito gli ultimi clienti nella sua bottega di barbiere, in via Rosselli a Legnago. Mettendo quindi la parola fine ad una delle attività storiche del centro cittadino, che nel corso dei decenni era diventata un punto di riferimento in città. «Già da due anni», confessa Pasqualini, «aprivo solo al mattino, per non scontentare quanti mi sono rimasti affezionati. Tuttavia, arriva il momento in cui una persona deve trovare il coraggio di smettere per godersi a tempo pieno gli affetti familiari. Anche se con il mio lavoro ho avuto tante soddisfazioni». Nonostante i sette decenni trascorsi a lavorare nel capoluogo, Pasqualini non ha mai voluto abbandonare la frazione di San Pietro, dove è nato e dove vive tuttora assieme alla moglie Giovanna, con cui è sposato da 57 anni e da cui ha avuto due figli, Stefano e Stefania. «Avevo 13 anni», racconta Pasqualini, «quando iniziai a lavorare come garzone nella bottega di barbieria che sorgeva tra via Cavour e piazza Garibaldi, in centro storico a Legnago». Nel 1950, Pasqualini venne assunto, sempre come garzone, in un’altra bottega storica della città, quella «Da Regolo», in via Duomo. «Pure durante il servizio di leva, dal 1955 al 1957, tra i vari incarichi continuai ad esercitare l'attività di barbiere», prosegue l'83enne. Tornato a Legnago, Pasqualini iniziò a lavorare nel nuovo negozio aperto da Rino Tobaldini nella centralissima piazza Garibaldi, trascorrendovi altri 23 anni. «Nel 1980», continua il barbiere, «decisi di mettermi in proprio, rilevando il negozio allora attivo negli ex bagni pubblici di via Rosselli. Quindi, nel 1996, decisi di trasferirmi nei locali attuali, sul lato opposto della strada». Durante tutti questi decenni, Pasqualini ha deciso di mantenere una clientela esclusivamente maschile. «Non mi sono mai voluto trasformare in un parrucchiere unisex», prosegue l'anziano barbiere, «anche se qualche signora mi ha chiesto, in passato, se servivo pure le donne». Riguardo alla sua attività, Pasqualini rivela: «Quando lavoravo a tempo pieno avevo trecento clienti. Negli ultimi anni, pur avendo dimezzato l'orario, parecchi uomini hanno continuato a rivolgersi a me per barba e capelli. Si tratta di un rapporto fiduciario, visto alcuni clienti sono fissi da oltre mezzo secolo». La bottega di Pasqualini, nel corso dei decenni, è diventata pure un punto di riferimento per gli stessi utenti. «Un signore ultranovantenne», riferisce il barbiere, «era abituato a venire nella mia bottega ogni venerdì e, quando è stato costretto a spostarsi in sedia a rotelle, si faceva accompagnare dalla badante. Per lui era anche un'occasione di uscire da casa ed incontrare gli amici dis empre. Quando ha saputo che chiudevo mi ha chiesto, preoccupato: «Elio, ed io dopo cosa farò?». Pasqualini ammette di aver sperato che qualcuno all'interno della sua famiglia continuasse l'attività di barbiere. «Per un po' di tempo ho auspicato che qualcuno dei miei tre nipoti facesse questo mestiere», conclude, «ma anche il più giovane, dopo gli altri due, mi ha confermato di voler intraprendere una carriera diversa da quella del nonno». F.T.

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