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24.03.2018

Una pioggia milionaria sull’ospedale cittadino

Amministratori, dirigenti e familiari dei «fondatori» dell’ospedale di Legnago DIENNE FOTO
Amministratori, dirigenti e familiari dei «fondatori» dell’ospedale di Legnago DIENNE FOTO

Da Roma arrivano risorse per ristrutturare l’ospedale di Legnago. È una dotazione cospicua, 20 milioni di euro, quella che il ministero della Salute ha destinato per rimettere a nuovo il «Mater salutis». Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità, ieri mattina ha dato l’annuncio del finanziamento per il polo sanitario della Bassa alla cerimonia di commemorazione di due «padri» dell’ospedale e dell’Ulss legnaghese, Luigi Zanferrari e il professor Antonio Alfredo Tognetti, evento che si è svolto in sala «Riello», di via Gianella, con i familiari e gli ex colleghi dei due dirigenti, oltre a rappresentanti dell’Ulss 9 Scaligera e del Comune. Coletto, illustrando i programmi che la Regione ha in serbo per potenziare il «Mater salutis», ha evidenziato: «Attraverso il fondo statale ex articolo 20, per investimenti in strutture sanitarie, sono stati stanziati 20 milioni per interventi all’ospedale cittadino. Queste risorse, già definite, saranno approvate a breve». Sulle aree del «Mater salutis» che verranno rimesse a nuovo, verosimilmente dal 2019, Coletto non si è sbottonato. «Gli interventi», ha proseguito, «riguarderanno le strutture murarie e consentiranno un riordino complessivo del plesso. L’Ulss 9 stenderà i progetti degli interventi che saranno vagliati dalla Commissione regionale per l’investimento in tecnologia ed edilizia (Crite). L’importante è che i soldi ci sono e vincolati esclusivamente a Legnago». Da anni i sindaci dei 25 Comuni dell’ex Ulss 21 sollecitano la Regione a rimettere a nuovo l’ospedale i cui blocchi risalgono agli anni ’60. Coletto ha anche evidenziato che il polo sanitario sarà dotato presto «di nuove apparecchiature, incrementando così gli standard dei servizi di cui usufruiscono i pazienti». Il ruolo-chiave del «Mater salutis» nella Bassa sarà riconosciuto anche dalle nuove schede ospedaliere che saranno varate da Venezia entro fine anno. «L’ospedale legnaghese», ha puntualizzato Coletto, «è destinato ad espandersi e migliorare le cure per i cittadini. Se con l’Ulss 21 aveva a disposizione un bacino di residenti anomalo, perché sottodimensionato, con l’Azienda sanitaria Scaligera il polo incrementerà il suo ruolo di riferimento per il territorio. Del resto, il Mater salutis è classificabile a metà tra l’"hub", ovvero il perno, e lo "spoke", ossia il raggio della rete sanitaria territoriale». Pietro Girardi, direttore generale dell’Ulss 9, ha definito quello di Legnago «un’ospedale baricentrico non solo per la Bassa ma anche per le province limitrofe». L’assessore all’urbanistica Claudio Marconi, in rappresentanza del sindaco Clara Scapin, ha ricordato il dialogo avviato tra Ulss e Comune per risolvere annosi problemi, come quello dei parcheggi e del degrado dell’ex area «Belluzzo», di fronte all’ospedale, e la collocazione di una medicina di gruppo accanto al pronto soccorso. •

Fabio Tomelleri
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