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08.02.2018

Trovato morto
in casa, indagini
escludono omicidio

I carabinieri di Legnago
I carabinieri di Legnago

Il corpo, completamente senza vestiti, era riverso supino sul pavimento in una pozza di sangue. La testa era incastrata, in posizione anomala, tra il tavolo e la veranda con una gamba che gli comprimeva il collo.

Per terra, invece, erano sparse stoviglie e suppellettili in frantumi oltre all’ultima spesa fatta al supermercato.

Tutti elementi che, in un primo momento, hanno fatto temere il peggio agli inquirenti. Ossia che dietro la morte di Alessandro Giuseppe Avanzini - un pensionato di 76 anni trovato senza vita lunedì pomeriggio nell’appartamento di un palazzo popolare di Casette in cui viveva da solo - ci fosse una colluttazione culminata nel dramma o un altro episodio cruento.

 

A dissipare anche il minimo dubbio degli uomini del capitano Lucio De Angelis sulla terribile scena che si era presentata davanti ai loro occhi, dopo che i vigili del fuoco avevano sfondato la porta allertati dalla polizia locale, è stata l’ispezione esterna del cadavere. L’esame, effettuato dal medico legale nelle celle mortuarie dell’ospedale di Legnago, non ha evidenziato sul corpo dell’anziano segni di violenza. Quindi il sangue presente sotto la testa sarebbe compatibile con una rovinosa caduta a terra. Un impatto causato con ogni probabilità da un malore improvviso, che ha impedito al malcapitato pensionato di chiedere aiuto.

Tanto che era già morto da almeno quattro giorni quando i vicini, insospettiti dal tanfo irrespirabile che fuoriusciva dall’alloggio situato al quarto piano di un condominio Ater di via Fioroni, hanno dato l’allarme. Il decesso dell’anziano è quindi imputabile a cause naturali. L’esito degli accertamenti disposti sulla salma ha convinto perciò il pm titolare del fascicolo, la dottoressa Maria Federica Ormanni, a concedere il nulla osta per la sepoltura. Del resto che non si trattasse di un delitto era evidente da tre importanti indizi: la porta era chiusa dall’interno, non sono stati riscontrati segni di effrazione e non mancava nulla, né soldi né oggetti preziosi. •

Stefano Nicoli
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