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25.02.2018

Tagetti, la «spia» delle onde corte che anticipa scoop

L’insegnante mentre ascolta le onde corte nella sua abitazione Fabio Tagetti  con alcuni degli apparecchi radio che colleziona DIENNE
L’insegnante mentre ascolta le onde corte nella sua abitazione Fabio Tagetti con alcuni degli apparecchi radio che colleziona DIENNE

Dall'incidente alla centrale atomica di Chernobyl, nel 1986, ai messaggi in codice dell'MI6, ovvero il servizio di controspionaggio inglese a cui appartiene anche James Bond, l'immaginario agente protagonista dei romanzi di Ian Fleming che hanno ispirato una fortunata e longeva serie di film. Tante sono le «chicche» scoperte in oltre mezzo secolo di ascolti dell'etere da Fabio Tagetti, 62enne professore d'inglese di Vigo di Legnago. L'insegnante dell'Itis «Silva-Ricci» di Porto dalla vocazione ecologista, visto che è pure presidente cittadino di Legambiente, cuffie alle orecchie, «spia» per ore le onde corte attraverso apparecchi radio sempre più evoluti. Tanto che, assieme ad altri «radioappassionati» residenti in Italia, ma anche all'estero, ha fondato l'«International Yellow Team». «Si tratta», puntualizza Tagetti, «di un gruppo spontaneo, formato da chi, come me, si limita al radioascolto, che non richiede alcuna licenza particolare, ma anche da radioamatori in grado di trasmettere messaggi, in possesso del regolare patentino». Per quel che concerne la sua attività di «radiodilettante», Tagetti evidenzia: «Ho iniziato ad appassionarmi a quest'attività fin da quando avevo 10 anni». Nel corso del tempo Tagetti ha raccolto ed utilizzato svariati apparecchi radiofonici. «In casa», evidenzia, «ne ho ora una quarantina, di cui parecchi mi sono stati regalati da chi voleva disfarsene: il più vecchio è un radiotrasmettitore Phonola del 1954, poi ne ho uno più grande, della Grundig, risalente al 1964. Quindi ci sono gli strumenti più recenti, per gli ascolti ultra-speciali, come l'Elad». Tagetti, in media, trascorre un paio di ore al giorno per scansionare tutto ciò che le trasmissioni, analogiche e digitali, possono offrire. Setaccia anche quelle che all'apparenza possono sembrare soltanto banali interferenze. Spesso facendo scoperte veramente curiose. «Queste intrusioni elettriche», spiega Tagetti, «frequentemente nascondono informazioni preziose». Attraverso il suo apparecchio, Tagetti è in grado di captare suoni che, convertiti da un programma al computer, si trasformano in dettagliate mappe meteorologiche. «Quelle europee», sottolinea l'insegnante, «vengono trasmesse da Amburgo, in Germania. A ore fisse si possono avere indicazioni sullo stato dei ghiacci nei mari settentrionali. Vengono diffuse attraverso le frequenze radio affinché vengano captate dalle navi in mare. Rispetto alle mappe di internet, queste hanno il pregio di arrivare direttamente dalla fonte». Dal monitoraggio delle onde corte, Tagetti ha anche scoperto un'agenzia di stampa che comunica le notizie a tutto il mondo. «È la giapponese Kyodo», rimarca il docente, «che giunge fin qui spesso con segnali sorprendentemente chiari, anche se è stata pensata soprattutto per i pescherecci in navigazione nelle acque del Sol levante». Altre trasmissioni hanno riguardato l'MI6 britannico. «Purtroppo», sottolinea l'insegnante, «sono cessate nel 2008, mentre quelle del Mossad, il servizio segreto israeliano, erano udibili sulle onde corte fino al 2012. In entrambi i casi, si trattava di sequenze di lettere e numeri che, per noi profani, non avevano alcun significato. Tuttavia celavano informazioni militari». Erano chiari, invece, i messaggi su cui si è sintonizzato Tagetti nel 2013, trasmessi da una motovedetta portoghese impegnata nel recupero di profughi al largo di Lampedusa. «Una segnalazione curiosa», rivela, «è stata quella giunta nel 2012 dalla stazione marittima di Genova: riguardava la caduta in mare di frammenti di un satellite che si stava disintegrando in atmosfera». Andando indietro al 1986, Tagetti ricorda: «La radio svedese diffuse la notizia sull’incidente nucleare di Chernobyl, nell'ex Unione Sovietica. L'ascoltai con tre giorni di anticipo rispetto alle comunicazioni ufficiali di Mosca». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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