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13.03.2018

Studente minaccia autista Atv Sulla linea 144 viaggia la paura

Un bus dell’Atv entra nel deposito dell’Azienda Trasporti Verona, a San Vito di Legnago DIENNEFOTO
Un bus dell’Atv entra nel deposito dell’Azienda Trasporti Verona, a San Vito di Legnago DIENNEFOTO

È bastato che invitasse uno studente marocchino ad obliterare il biglietto di cui era in possesso per venire coperto da insulti irripetibili. Una raffica di offese pesanti, condite persino dall’accusa di essere razzista solo per aver svolto con diligenza il suo lavoro, che sono culminate in una minaccia vera e propria per l’autista Atv di turno: «Scendi brutto bastardo che ti rompo il c...». Sulla linea 144, che collega Verona con la Bassa, continua a viaggiare la paura. E le aggressioni, in questo caso fortunatamente solo verbali, sono diventate ormai una costante pericolosa per i conducenti in servizio. I quali, negli ultimi 25 giorni, sono stati presi di mira ben quattro volte, con seri rischi per la loro incolumità. Sempre da giovani «portoghesi» diventati ormai un incubo anche per gli altri passeggeri. QUARTA AGGRESSIONE. L’ultimo episodio di un’escalation preoccupante, che ha riacceso l’allarme sicurezza sul trasporto pubblico locale, si è registrato ancora una volta sulla tratta «maledetta» dove, a partire dallo scorso 13 febbraio, si erano già verificati tre precedenti da brividi: due alla fermata di via Garibaldi, a Bovolone, dove un autista è stato strattonato ed insultato da un minorenne mentre un suo collega è stato picchiato da una baby gang, che l’ha spedito in ospedale con il setto nasale fratturato; il terzo, a Porto di Legnago, dove quattro giorni fa un ragazzino ha sputato contro ad un altro dipendente dell’Azienda Trasporti Verona. In questo caso, a farne le spese è stato M.P., un autista di 50 anni, da quattro alle dipendenze dell’Atv. «Il ragazzo», riferisce il conducente ripercorrendo la disavventura capitatagli sulla corsa Verona-Legnago, «è salito alle 7.10 a Cerea, ha acquistato un biglietto da 3,60 euro ma non voleva sentire ragioni di vidimarlo per poterlo riutilizzare in altri viaggi. Non appena l’ho richiamato, invitandolo a più riprese ad obliterare il ticket, lo studente, tra i 17 e i 18 anni, ha iniziato a dare in escandescenze. E mi ha apostrofato pesantemente in tutte le salse, dandomi persino del razzista ed intimandomi di lasciarlo stare altrimenti me l’avrebbe fatta pagare». «Poi, una volta giunti davanti al Santuario di Porto», aggiunge il 50enne, «mentre scendeva mi ha sfidato a raggiungerlo a terra perché voleva rompermi il c.... Ho fatto in tempo a bloccare le portiere e per fortuna si è allontanato. APPELLO AL PREFETTO. «Non possiamo più tollerare la grave situazione con cui, a fronte di continue provocazioni, aggressioni fisiche e verbali da parte di balordi e utenti violenti, si trovano alle prese i dipendenti Atv, specie il centinaio di conducenti in servizio sulle linee extraurbane che fanno riferimento ai depositi della zona B», esordisce Alfio Stefano Pennisi, autista e segretario provinciale dell’Ugl Autoferrotranvieri. «Per questo», aggiunge il sindacalista, «dopo il silenzio dell’Azienda e delle istituzioni sui rischi per l’incolumità dei lavoratori, lanciato ancora nel giugno del 2016 quando venne affidata al personale viaggiante la mansione di controllare i biglietti, chiediamo al Prefetto di Verona di convocare un tavolo tecnico congiunto con la partecipazione dell’Azienda, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali». L’obiettivo è quello «di ripristinare la sicurezza dei passeggeri e soprattutto l’incolumità dei dipendenti, tramite un maggiore coordinamento tra Atv e forze dell’ordine ed un incremento dei controlli da parte dei verificatori, specie nelle ore serali. Inoltre, auspichiamo di dotare tutti i mezzi di telecamere e di protezioni per i posti guida». LA PROVINCIA. Sull’emergenza in atto sui pullman dell’Atv, ieri ha preso posizione anche il leghista Matteo Pressi, consigliere provinciale ai Trasporti. «Alla luce delle continue aggressioni ai danni degli autisti della linea 144», osserva Pressi, «è ora di dire basta. Il trasporto pubblico locale non è il taxi di questa gentaglia. Pertanto, incontrerò l’Azienda, che sovvenzioniamo con 37 milioni di euro all’anno, per individuare insieme una soluzione». «Noi puntiamo», conclude l’esponente del Carroccio, «a garantire la vigilanza armata, già testata con successo in città, anche sulle linee extraurbane». Inoltre, chiederò al Prefetto di potenziare i controlli in collaborazione con le forze dell’ordine presenti sul territorio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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