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24.10.2018

Spacciava droga ai minorenni Condannato trentasettenne

Mohamed Idriss nella caserma dei carabinieri di Legnago
Mohamed Idriss nella caserma dei carabinieri di Legnago

Era da una settimana che i carabinieri della stazione di Legnago, lo stavano cercando. Mohamed Idriss aveva scelto come base di spaccio la riva dell’Adige vicino al ponte principe Umberto a Legnago ed è stato lì che è stato arrestato dopo una serie di appostamenti dei militari. E così il trentasettenne senza fissa dimora è stato arrestato con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri si è svolta la direttissima davanti al giudice Silvia Carrara che ha convalidato l’arresto operato dai carabinieri. Ha poi disposto la misura cautelare dell’obbligo di firma nella caserma dei carabinieri di Legnago e l’ha liberato. Si è poi proceduto con la direttissima al termine della quale, al trentaseienne sono stati inflitti un anno e quattro mesi di carcere. Tutto inizia poco più di una settimana fa quando ai carabinieri giungono voci sulla presenza di uno spacciatore in riva all’Adige nelle vicinanze del ponte Principe Umberto. I militari iniziano gli appostamenti nella zona per verificare la presenza del giovane. Emerge così uno scenario inquietante. Alcuni minorenni anche di ritorno dalla scuola si fermano a fare provvista di hascisc proprio in quell’insenatura dell’Adige. Basta un rapido controllo dei giovanissimi acquirenti per confermare l’attività di spaccio di Mohamed Idriss. Il blitz scatta lunedì. Una volta resosi conto di essere finito nella trappola dei carabinieri, tenta una fuga disperata. Fa di più: getta il suo «bagaglio» di droga nelle acque ora decisamente fredde dell’Adige. I militari della stazione di Legnago non si fanno prendere alla sprovvista. Lo bloccano e lo ammanettano nel giro di pochi minuti. Uno dei carabinieri, poi, non ci pensa due volte: entra nel fiume e recupera l’involucro appena gettato nel fiume da Idriss. In quel punto, c’è parecchio fango, il militare sprofonda fin quasi all’addome ma riesce a non cadere nell’acqua. Fa di più: riesce a recuperare quel contenitore che si rivelerà determinante per inchiodare il trentaseienne. In quell’involucro, infatti, vengono trovati 25 grammi di hascisc suddiviso in dosi. Si passa così alla perquisizione dello straniero e così emergono altri 4 grammi di cui, però, non si conosce il principio attivo. Ma ci sono già abbastanza elementi per arrestare Idriss con l’accusa di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Trascorre così la notte in caserma mentre i militari scoprono che ha alcuni precedenti sempre per spaccio. Gli altri episodi sono avvenuti a Torino. Per gli inquirenti, quindi, il trentasettenne non opera solo in un posto e si sposta a seconda di chi lo appoggia. E proprio attorno a questo interrogativo ruota ora l’indagine dei militari che non è finita, fanno sapere dalla caserma. I militari vogliono capire come mai Idriss era approdato a Legnago. Vogliono poi scoprire chi sono i fornitori dello stupefacente poi spacciato in riva all’Adige. Le indagini sono appena iniziate, avvertono gli investigatori. •

G.CH.
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