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08.02.2018

Smog e pollini, malattie respiratorie in aumento

Un paziente si sottopone a spirometria nel reparto di Pneumologia dell’ospedale di Legnago
Un paziente si sottopone a spirometria nel reparto di Pneumologia dell’ospedale di Legnago

Fabio Tomelleri I residenti di Legnago e della Bassa hanno il fiato sempre più corto. L'inquinamento atmosferico, favorito dalla conformazione geografica della pianura veronese, accanto ad altri fattori, hanno fatto registrare un progressivo aumento dei pazienti curati nel reparto di Pneumologia dell'ospedale «Mater salutis», diretto dal primario Claudio Micheletto. Negli ultimi sette anni, infatti, controlli ed analisi respiratorie rivolte ai pazienti dei 25 Comuni appartenenti all'ex Ulss 21, sono aumentati del 25 per cento, superando così quota 11mila. «Dalle 8.200 prestazioni del 2010», sottolinea Micheletto, «siamo infatti passati alle oltre 11mila dell'ultimo anno, comprendenti visite ed esami di funzionalità respiratoria. A queste si aggiungono circa 500 ricoveri all'anno, che richiedono un carico assistenziale notevole, visto che nei reparti per acuti vengono gestiti i casi più gravi». Le motivazioni più frequenti che richiedono il ricovero degli assistiti sono l'insufficienza respiratoria, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), le polmoniti e le infezioni. Sulle condizioni ambientali della Bassa, il primario riconosce: «Questo territorio presenta alcune caratteristiche che favoriscono l'insorgere di patologie respiratorie. In primavera, ad esempio, nell'aria si riscontrano elevati livelli di pollini. In estate, invece, aumenta la concentrazione di ozono, dovuta all'interazione dei raggi solari con le sostanze inquinanti presenti nell'atmosfera». I residenti non trovano sollievo nemmeno d'inverno. «Durante la stagione fredda», prosegue Micheletto, «si raggiungono livelli elevati di sostanze nocive nell'aria. Prime fra tutti le polveri sottili». Proprio queste particelle, note anche come Pm10 e prodotte dalla combustione dei motori a scoppio, dalle caldaie e dalle industrie, l'anno scorso sono state rilevati dalla centralina Arpav di via Togliatti in concentrazioni superiori alla norma per 75 giornate rispetto alle 35 ammesse dalla legge. «Allergeni come le graminacee», rimarca il primario, «sono cresciuti a causa dell'aumento della temperatura. Tuttavia, se assieme ai pollini di queste piante inaliamo le polveri sottili, l'impatto sull'apparato respiratorio è certamente più dannoso». Micheletto illustra anche aspetti che, a livello mondiale, hanno causato l'incremento delle patologie legate al respiro: «Asma e Bpco sono in costante aumento negli ultimi anni in tutti i Paesi industrializzati. Le malattie cronico-ostruttive sono presenti in più del 10 per cento della popolazione. Tra le principali cause c’è il fumo». Per garantire una risposta efficace ai casi sempre più frequenti di pazienti che faticano a respirare, l'unità diretta da Micheletto ha messo a disposizione otto letti di degenza ordinaria, seguiti dalla dottoressa Mara Zapparoli, a cui se ne aggiungono altri sei destinati ai pazienti più gravi, di cui è responsabile il dottor Carlo Raisi. Tra le altre specialità presenti la «Mater salutis», ci sono il servizio di fisiopatologia respiratoria, di cui è referente la dottoressa Denise Artioli, e quello dedicato ai disturbi respiratori del sonno, di cui è responsabile il dottor Fabrizio Zecchinato. Quest'ultimo settore è stato riconosciuto dalla Regione come Centro unico provinciale per la diagnosi ed il trattamenti di tali patologie. «Tramite l'assistenza domiciliare», conclude Micheletto, «è stata costituita una rete per la gestione dei pazienti più gravi sottoposti ad ossigenoterapia o ventilazione invasiva, evitando il ricovero in ospedale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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