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31.12.2017

Sempre più case senza mobili Gli alpini diventano arredatori

Gli alpini di Legnago durante una consegna di mobili ai bisognosi
Gli alpini di Legnago durante una consegna di mobili ai bisognosi

Elisabetta Papa Gli alpini di Legnago scendono in campo a sostegno dei nuovi poveri. Grazie ad un progetto nato all’inizio dello scorso anno, le penne nere hanno aggiunto alla lunga lista dei loro impegni a favore della comunità un’ altra iniziativa che li vede attivarsi, dalle due alle tre volte a settimana, a sostegno di persone, soprattutto straniere, in gravi difficoltà economiche. Le quali, pur avendo a disposizione una casa popolare dell’Ater o un alloggio d’emergenza messo a disposizione dai Comune, a Legnago o nel territorio circostante, spesso si ritrovano prive di tutto, senza nemmeno un vero letto su cui dormire o una cucina per farsi da mangiare. Attraverso le segnalazioni delle Caritas parrocchiali, della San Vincenzo, delle assistenti sociali del municipio o di qualche sacerdote, gli alpini raggiungono così le diverse abitazioni dove c’è necessità di uno o più arredi. Quindi, da provetti traslocatori trasportano e montano armadi, camere da letto e cucine, donati da persone della zona che, a causa di un trasferimento o della scomparsa di un proprio caro, decidono appunto di regalare pezzi d’arredamento. Ma anche frigoriferi, materassi, piccoli elettrodomestici, pentole e stoviglie. Dall’inizio del 2017, le penne nere, per un totale di 710 ore di lavoro, hanno così potuto arredare, totalmente o parzialmente, 35 appartamenti, sia alloggi popolari che d’emergenza, dove vivono, per la maggior parte, nuclei familiari stranieri, in particolare di nazionalità rumena o di altri Paesi dell’Est, ma anche italiani e africani. Alcuni beneficiari sono stati raggiunti anche nelle vicine province di Padova e Mantova. Una cinquantina sono state invece le persone che hanno generosamente donato il mobilio per gli indigenti «L’iniziativa», spiega il capogruppo Maurizio Mazzocco, «è nata quasi per caso, quando un nostro conoscente ci ha segnalato di avere dei mobili da mettere a disposizione di persone che ne avessero avuto necessità. Già con le prime uscite, però, ci siamo resi conto di quante persone, soprattutto famiglie straniere con figli minori, abbiano bisogno praticamente di tutto. C’è chi ha perso tutto e non è aiutato dalle famiglie d’origine, c’è chi non ha più il lavoro e chi per gravi problemi di salute non può lavorare». «Il progetto», prosegue Mazzocco, «è portato avanti nel concreto da una decina di noi, ormai abilissimi nel trasporto e montaggio dei mobili, e perfino negli allacciamenti di tubature. Quasi ogni settimana arriva in baita qualcuno che vuole donare arredi e questo ci ha permesso di allargare il progetto. Il tutto avviene però solo dopo accurati sopralluoghi per verificare che gli arredi siano in ordine o per lo meno riparabili». Una volta avuti i mobili, le penne nere provvedono a recapitarli subito a chi ne ha bisogno e ne ha fatto richiesta. Oppure, in attesa di distribuirli, li custodiscono in due locali messi a disposizione del Comune. «Il numero di persone che si trovano in situazioni di povertà assoluta e le storie difficili che ci sono alle spalle», sottolinea Mazzocco, «sono davvero molte di più di quanto ci si immagina. Come ad esempio quella di un 50enne solo, rimasto senza nulla dopo aver perso una fortuna al gioco, oppure quella di un 45enne disoccupato che dormiva su un giaciglio di cartone, allestito in qualche modo in una casa provvisoria dove l’unico bene che gli restava era l’affetto del suo cane. O ancora quella di due ragazzi che vivono insieme e che al posto della cucina avevano un fornelletto appoggiato su una cassetta della frutta». «Ma quello che accomuna tutte queste persone», conclude il capogruppo, «è la grande dignità e l’estrema gentilezza con cui ringraziano per quanto ricevuto. Senza mai chiedere altro, se non un abbraccio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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