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19.02.2018

Sceglie di morire senza terapie «Se n’è andato serenamente»

Giovanni Francesco Carmagnani era stato consigliere comunale
Giovanni Francesco Carmagnani era stato consigliere comunale

Se n’è andato con serenità, attorniato dalle figlie Sabrina e Mariangela, che lo hanno sempre affiancato e sostenuto nella sua non facile scelta. E che ora, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento delicato e importante, oltre che di estrema attualità, come quello del testamento biologico e del diritto del paziente all’abbandono delle terapie fino alla sedazione profonda continuata, hanno deciso, pur in un momento così doloroso, di rendere noto a tutti quanto accaduto al loro papà. Giovanni Francesco Carmagnani, ex consigliere comunale molto conosciuto a Legnago anche per essere stato, in oltre venticinque anni di attività, il titolare di un’agenzia Siae alla quale facevano capo dodici Comuni del territorio, è il primo caso nel Veronese – per lo meno il primo ad essere reso pubblico attraverso i familiari - ad aver scelto la sedazione profonda e la sospensione delle terapie in atto, ad appena due mesi di distanza dall’approvazione in Senato della legge sul biotestamento e poco più di due settimane dalla sua entrata in vigore. Un provvedimento, passato nel dicembre scorso con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astenuti, che in realtà Carmagnani attendeva da tempo. Gravemente malato dal 2002, anno in cui fu costretto ad abbandonare anche la propria attività lavorativa, l’ex agente Siae, che dallo scorso anno si trovava ospite della Casa di riposo legnaghese di corso della Vittoria, dopo un periodo trascorso in una struttura per malati terminali nel Rodigino, aveva infatti espresso parecchie volte la sua volontà in proposito. «Mio padre», spiega la figlia Sabrina, «era fermamente convinto di questo e lo è stato fino all’ultimo come ha ribadito ai medici dell’équipe che si è trovata ad assisterlo negli istanti immediatamente precedenti la sedazione. «Nonostante l’approvazione della legge però, le difficoltà di applicazione, come abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, restano ancora molte», sottolinea Sabrina Carmagnani. «Il procedimento non è chiaro a tutti, sia a chi la norma la deve applicare, sia a chi desidera avvicinarsi a questa modalità per un fine vita che ritiene più dignitoso». «Se io e mia sorella siamo riuscite ad aiutare papà ad andarsene come da tempo lui chiedeva, lo dobbiamo all’Associazione Luca Coscioni, impegnata da anni sui temi del fine vita, ed al suo tesoriere Marco Cappato, che nonostante nei giorni scorsi fosse impegnato nel processo in Corte d’Assise a Milano per la vicenda di dj Fabo, ha voluto ugualmente assicurarci la sua collaborazione tramite la segretaria di fiducia. Fortunatamente», prosegue Sabrina Carmagnani, «abbiamo potuto contare anche su altre persone che ci sono state vicine nell’accompagnare nostro padre in questo percorso». Per arrivare all’applicazione del protocollo che ha visto impegnati l’Ulss 9, in particolare il Nucleo di Cure Palliative, la Casa di riposo legnaghese e l’associazione Coscioni, occorreva il cosiddetto Dat, ovvero il documento in cui il malato esprime la propria volontà. Questo può essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata oppure ancora consegnato all’ufficio dello stato civile del Comune di residenza, che provvede all’annotazione su un apposito registro. «Chiaramente papà non era in grado di muoversi», precisa la figlia di Carmagnani, «per cui, dopo una serie di procedure, un incaricato dello stato civile del Comune lo ha raggiunto direttamente in casa di riposo per la firma». Giovedì scorso il 75enne, affiancato da un gruppo di medici, tra cui un palliativista, è stato così sottoposto alla sedazione profonda continuativa, associata alla terapia del dolore. «Contemporaneamente», conclude la figlia, «sono stati sospesi tutti i trattamenti in essere. In due ore e mezzo, papà se n’è andato e lo ha fatto con il sorriso sulle labbra, attorniato da chi amava. Se abbiamo reso noto questo nostro momento intimo è stato proprio perché riteniamo giusto, anche se molti hanno idee diverse, sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che una scelta in questo senso è possibile». I funerali di Giovanni Carmagnani si svolgeranno oggi pomeriggio, alle 15, nella chiesa dell’Assunta. •

Elisabetta Papa
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