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22.08.2018

Scatta il verdetto sulla fusione Legnago-Angiari

L’ingresso ad Angiari: oggi il Consiglio si pronuncerà sulla fusione
L’ingresso ad Angiari: oggi il Consiglio si pronuncerà sulla fusione

È giunta l'ora «X» per il progetto del Super Comune Legnago-Angiari. Dopo il via libera ottenuto lo scorso giugno dal consiglio comunale di Palazzo de' Stefani, questa mattina toccherà all'assemblea civica angiarese esprimersi sulla proposta di fusione tra le due amministrazioni confinanti. Nel mese di luglio, infatti, il piano per la creazione del nuovo ente, che arriverebbe a contare 27.500 abitanti ed un territorio di 93,14 chilometri quadrati, è approdato sul tavolo della Prima commissione del Consiglio regionale, che si occupa di Politiche istituzionali. Il progetto di legge, contraddistinto con il numero 366, dovrà essere valutato da Venezia che, in caso di esito positivo, definirà tempi e modi per la consultazione referendaria, attraverso la quale i cittadini dei due Comuni dovranno esprimersi a favore o contro il nuovo ente amministrativo. E proprio nell'ambito delle sue facoltà, la Commissione, presieduta dal leghista Alessandro Montagnoli, ha scritto nei giorni scorsi al sindaco di Angiari Vincenzo Bonomo. Tutto ciò per ottenere, prima di proseguire nella valutazione della pratica, anche il parere del consiglio comunale angiarese sulla questione. L'amministrazione di Angiari, dopo un'iniziale adesione allo studio di fattibilità sulla fusione tra i due centri, all'inizio del 2018 aveva fatto chiaramente intendere alla Giunta legnaghese di non voler proseguire con l'accorpamento dei due municipi. Tale ostacolo non ha tuttavia impedito all'esecutivo guidato dal sindaco Clara Scapin di presentare comunque la proposta in Regione in maniera unilaterale. L'esito del consiglio comunale angiarese, convocato da Bonomo alle 8 del mattino, sembra dunque orientato verso il «no» alla fusione con Legnago. «Visto che dalla Regione ci è stato chiesto un parere ufficiale da parte dell'assemblea civica sul progetto di legge», evidenzia Bonomo, «noi non faremo altro che ribadire la nostra contrarietà. Ho sentito nei mesi scorsi i miei concittadini e la stragrande maggioranza non vuole proprio questo accorpamento. Lo scorso giugno, era sorto un comitato pro-fusione: tuttavia, fino ad oggi, nessuno degli esponenti di questo gruppo è venuto a parlarmi». Inoltre, secondo il primo cittadino angiarese: «Le condizioni proposte da Legnago sono inaccettabili. Qui non si parla di aggregare una frazione ad un Comune più grande, bensì di una fusione tra due enti locali che hanno pari dignità. E come servizi, il nostro centro è più che a posto. Di certo io non voglio essere l'ultimo sindaco del paese, né Angiari vuole diventare l’ultima frazione di Legnago». Dal canto suo, anche la minoranza angiarese sembra allineata verso il «no». «Più volte», evidenzia Marina Meletti, consigliere della lista Insieme per Rinnovare Angiari, «avevo manifestato la volontà di procedere ad una fusione con Legnago, purché fosse basata su un percorso trasparente e condiviso sia a livello politico che con i cittadini. In particolare, sarebbe stato opportuno condividere la bozza di statuto del nuovo Comune che disciplini le forme di partecipazione e decentramento dei servizi». Il sindaco legnaghese Clara Scapin, dal canto suo, difende il progetto per l'istituzione del «Super Comune». «Probabilmente», sottolinea il primo cittadino, «ad Angiari c'è preoccupazione per il futuro del "divertimentificio" anche se, in caso di fusione, gli impegni già presi dalle singole amministrazioni verranno rispettati, compreso il progetto del futuro centro commerciale». Quindi aggiunge: «Lo statuto verrà modificato, prevedendo la municipalità ad Angiari. Oltre ad ottenere nuove risorse da Stato e Regione, potremmo estendere al centro limitrofo nuovi servizi come il trasporto scolastico. Le medie Frattini, ad esempio, sono frequentate da diversi ragazzi residenti ad Angiari». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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