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29.12.2018

Sbloccati 88 cantieri, la città torna a crescere

Una veduta aerea di Legnago: il consiglio comunale ha dato via libera a 88 interventi edilizi
Una veduta aerea di Legnago: il consiglio comunale ha dato via libera a 88 interventi edilizi

Legnago tornerà a crescere grazie al piano «sblocca cantieri». Sono ben 88 gli interventi proposti da privati, famiglie ed imprese, che potranno decollare nei prossimi mesi. Tutto ciò grazie al primo Piano degli interventi varato, a maggioranza, durante la maratona consiliare che si è svolta prima di Natale a Palazzo de' Stefani. I consiglieri, difatti, hanno dovuto esaminare, una per una, le 108 istanze presentate da altrettanti cittadini ed imprese, tutte volte ad ottenere il via libera ad interventi di vario tipo, dall'ampliamento di abitazioni per esigenze familiari fino all'insediamento di nuove strutture commerciali di grandi dimensioni. Il progetto urbanistico permetterà di dare una «boccata d'ossigeno» al settore edilizio cittadino, particolarmente penalizzato dalla crisi economica degli ultimi anni. Secondo i calcoli dell'urbanista Fernando Lucato, il professionista incaricato dal Comune per la redazione del progetto, le nuove case ed i nuovi capannoni approvati dall'assemblea civica copriranno una superficie complessiva di 19 ettari, pari a 27 campi da calcio. Le domande respinte, quasi tutte non conformi al Piano di assetto del territorio (Pat) - ovvero lo strumento che dal 2016 ha sostituito il vecchio Piano regolatore che regolava lo sviluppo urbanistico del territorio - sono state invece 22. «Nei prossimi mesi», ha puntualizzato Lucato, «saranno previsti nuovi incontri tra i tecnici di Palazzo de' Stefani e quelli regionali per valutare gli effetti della nuova legge che limita il consumo di suolo agricolo, entrata in vigore quando il Piano degli interventi legnaghese era già in fase di elaborazione». Per quel che concerne le istanze approvate dal consiglio comunale nella seduta pre-natalizia, hanno ottenuto il via libera diverse richieste presentate da nuclei familiari e mirate alla realizzazione di ampliamenti di abitazioni civili su suoli agricoli adiacenti, collocate alla periferia del capoluogo e nelle varie frazioni cittadine: su un totale di 11 istanze ne sono state respinte quattro. D'altro canto, non sono state approvate le sette micro-lottizzazioni residenziali da ricavare «ex novo» in altrettanti centri minori, da Vangadizza a Porto, passando per San Pietro. Riguardo alla grande distribuzione, sono stati approvati invece tre interventi, tutti concentrati a San Pietro dove, nel corso degli anni, sono sorte diverse attività di questo tipo. Verranno difatti realizzati una nuova area commerciale in via Batorcolo, l'ampliamento di una struttura esistente in via D'Antona e un nuovo centro commerciale di medie dimensioni in via Zucchetto da Legnago. L'intero pacchetto di interventi è stato approvato dagli otto consiglieri di centrosinistra, a cui si sono uniti il presidente dell'assemblea civica Giovanni Mascolo, il grillino Federico Castelletto, il forzista Maurizio Raganà e Luca Gardinale della «Civica per Legnago». Altri tre esponenti della minoranza si sono invece astenuti: Barbara Ottoboni e Diletta Marconcin, entrambe del Gruppo misto, e l'ex forzista Loris Bisighin. «Questo piano», ha evidenziato il sindaco Clara Scapin, «viene approvato dopo quattro anni e mezzo di lavoro, scanditi dal confronto sia con i proponenti che con i vari enti cointeressati, tra cui la Regione. Dopo tanto tempo e un complesso iter, possiamo finalmente dare ai cittadini e alle imprese la certezza di poter investire in interventi edilizi sul nostro territorio». «Tra i privati che hanno presentato le istanze», ha aggiunto Claudio Marconi, assessore all'Urbanistica, «ci sono famiglie e attività della nostra città. Non potevamo permetterci di farli aspettare ulteriormente». «L'amministrazione», ha rimarcato il grillino Federico Castelletto, «è riuscita a concludere l'iter di questo progetto grazie al senso di responsabilità di chi, come noi, pur essendo in minoranza, nei mesi scorsi ha consentito alla maggioranza di proseguire il suo cammino, allo scopo di non penalizzare la città e il suo sviluppo». «Disapprovo», ha protestato l’ex forzista Loris Bisighin, «la celerità con cui siamo stati costretti ad esaminare le oltre 100 proposte presentate. Tutto ciò soltanto per permettere all'amministrazione uscente di piantare la propria bandierina sul programma urbanistico». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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