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23.12.2018

Riello festeggia 92 anni con 98 assunzioni

Giordano Riello attorniato dai figli Raffaella e Alessandro e dai nipoti Giordano  jr e Lorenzo DIENNEFOTO
Giordano Riello attorniato dai figli Raffaella e Alessandro e dai nipoti Giordano jr e Lorenzo DIENNEFOTO

L’Aermec di Bevilacqua, capofila del Giordano Riello Internation Group (Grig), consolida ulteriormente il proprio fatturato, chiudendo il 2018 a 231 milioni di euro. Ma anche stabilizzando - e non si tratta di un risultato di poco conto in un contesto politico ed economico, sia italiano che internazionale, pieno di insidie - 98 dei suoi attuali 740 addetti con contratti a tempo indeterminato. Bastano questi due dati a confermare che l’ambiziosa sfida di Giordano Riello, fondatore nel 1961 del colosso della climatizzazione, alla fine si è rivelata vincente. Malgrado l’allergia ad ogni lusinga di delocalizzazione e la ferma volontà di mantenere ben salde le redini di uno dei leader mondiali del comparto sotto il controllo familiare. «Anche se non è stato facile e le difficoltà non sono di certo mancate in questi decenni così come le allettanti offerte delle multinazionali», confessa l’imprenditore, che ha cambiato la fisionomia di un territorio fino a mezzo secolo fa a vocazione agricola. Non poteva perciò ricevere regalo migliore per i suoi 92 anni il decano degli industriali veneti, che ieri ha voluto festeggiare l’invidiabile traguardo con i suoi dipendenti negli stabilimenti di via Roma dove arriva ancora puntuale ogni mattina. Una grande festa di due famiglie, quella di sangue e quella aziendale, diventate ormai un tutt’uno, che ha permesso ai suoi figli, Alessandro e Raffaella, rispettivamente presidente e vicepresidente di Aermec, di tracciare il bilancio di un anno da incorniciare. Con numeri che, sommati a quelli degli ultimi quattro esercizi, fanno segnare una crescita del 43 per cento e un volume d’affari incrementato dal 2014 ad oggi di ben 70 milioni di euro. «L’obiettivo», ha esordito Alessandro Riello, «era quello di consolidare quest’anno il grande risultato del 2017 quando eravamo riusciti a sfondare il muro dei 200 milioni. I risultati, grazie anche ai continui investimenti, hanno superato invece ogni aspettativa e registriamo un ulteriore balzo del 9 per cento». Tuttavia, l’ex presidente di Confindustria Verona volge già lo sguardo ai prossimi mesi. E non vede tutto rose e fiori. «Il futuro», ha rimarcato consegnando i riconoscimenti di anzianità ai suoi dipendenti, «appare oggi più incerto e difficile, connotato da forti instabilità politiche che condizionano l’economia interna. E anche i Paesi esteri traino hanno le loro difficoltà, moltiplicando così le incognite sul fronte commerciale e distributivo». Considerazioni che si inseriscono in un quadro che vede Aermec realizzare il 55 per cento dei propri ricavi all’estero. Attualmente, la società è presente infatti con i prodotti made in Bevilacqua in 60 Paesi del mondo e controlla cinque società commerciali in Inghilterra, Francia, Germania, Polonia e Russia. A queste, lo scorso settembre, si è aggiunta quella costituita a Santiago del Cile per assistere i distributori cileni e di tutto il Sud America. Raffaella Riello ha posto invece l’accento sulla produzione interna «arrivata a pesare sul fatturato per due terzi, ossia 151 milioni di euro contro i 112 del 2014». Oltre che «sui 25 milioni investiti nell’ultimo quinquennio a cui se ne aggiungeranno altri 8,5 nel 2019». Tutto ciò «attraverso l’autofinanziamento, senza far ricorso al credito bancario». «Sebbene in cinque anni siamo riusciti a dare sicurezza a 195 famiglie, con la trasformazione di altrettanti contratti a tempo determinato di cui 98 solo quest’anno», ha aggiunto la vicepresidente di Aermec, «la crescita dei volumi non appare proporzionale alla forza lavoro proprio perché si è scelto di investire in ricerca e sviluppo. Oltre che nella formazione teorico-pratica che ha assorbito due milioni di euro con corsi nel nuovo centro didattico ricavato di fronte allo stabilimento». Un miracolo a modello familiare, insensibile alle sirene della vendita e della quotazione in borsa. Anzi, sempre più fedele a quelle radici che, come sostiene da sempre Giordano Riello, «sono un patrimonio genetico a cui le imprese non possono rinunciare». E che garantiscono continui riconoscimenti a livello internazionale. É il caso del primo premio «Rac Cooling Industry Award» vinto due mesi fa da Aermec a Londra. Performance che ieri sera hanno emozionato non poco l’ingegnere attorniato dai nipoti Giordano jr e Lorenzo a cui ha trasmesso la passione per la sua «creatura», plasmata 57 anni fa con l’inseparabile moglie Gabriella Ortini. Il segreto di questo successo? «Un gioco di squadra formidabile, la squadra di una famiglia che ci ha permesso di superare anche i momenti di crisi e di cui, senza presunzione, vorrei essere considerato il padre», si è congedato, tra gli applausi, il «grande vecchio» dell’industria veronese. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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