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01.07.2018

Riaprono i negozi dopo anni di serrande chiuse

Attività commerciali alle porte di San Pietro di Legnago  DIENNE FOTO
Attività commerciali alle porte di San Pietro di Legnago DIENNE FOTO

A Legnago si rialzano le serrande di negozi e locali, anche se in centro storico molte vetrine restano ancora vuote. I dati, elaborati dallo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del municipio rivelano come, nei primi sei mesi di quest’anno, le aperture di nuove attività economiche, dai ristoranti ai bar, passando per i negozi, abbiano registrato un’impennata rispetto al 2017. Incrementando, così, la «ripresina» registrata già lo scorso anno tra gli oltre 600 esercizi commerciali e pubblici cittadini. In base ai dati elaborati dagli uffici municipali, infatti, da gennaio a giugno 2018, le nuove licenze rilasciate a Legnago per negozi, esercizi pubblici e simili, sono state 79, mentre le attività che hanno chiuso i battenti sono state 30. Evidenziando, quindi, una differenza positiva pari a 49 nuove imprese. La crescita, dunque, è stata quasi doppia rispetto alle aperture registrate nell’arco di tutto il 2017, quando sono state distribuite 98 nuove licenze, contro le 72 cessate. Il saldo positivo, lo scorso anno, è stato pertanto di 26 nuove attività in più rispetto a quelle dismesse. Se la tendenza del primo semestre 2018 sarà confermata anche nella seconda parte dell’anno, entro fine dicembre le nuove attività supereranno di gran lunga quelle chiuse 12 mesi fa. Il monitoraggio di Palazzo de’ Stefani, limitatamente allo scorso anno, conferma anche un consistente numero di negozi e locali che hanno cambiato titolare o modificato la natura della loro licenza. Per quel che concerne i subentri, nel 2017, ce ne sono stati 34, mentre le variazioni alle autorizzazioni di vendita sono state 25. Delle nuove aperture degli ultimi sei mesi, una decina hanno riguardato specificatamente il centro cittadino. Anche se il cuore storico di Legnago deve fare i conti ancora con diverse botteghe che si sono svuotate negli ultimi anni e la sparizione di alcune insegne «storiche» della città. A queste si è aggiunta, ultimamente, la chiusura del supermercato «L’affare è», del Gruppo Rossetto di via Einaudi, dopo 15 anni di attività. Perciò, basta fare un giro per le vie centrali del capoluogo, da via Roma a corso della Vittoria, passando per piazza Garibaldi, viale dei Caduti, Galleria Risorgimento nonché per le vie Matteotti, Cavour, Benedetti e XX Settembre, per notare almeno una quindicina di vetrine vuote, con appeso il cartello «affittasi» o «vendesi». «L’incremento delle aperture rispetto alle chiusure di negozi e locali», evidenzia Tommaso Casari, assessore alle Attività economiche, «conferma il dato di crescita dello scorso anno. Sebbene in questi anni di crisi parecchie attività siano andate in sofferenza, la ripresa delle nuove licenze rivela che il periodo più buio della congiuntura è ormai stato superato. Ed il risultato del primo semestre del 2018, in questo senso, è estremamente positivo». Per quel che concerne le attività del centro storico, l’assessore Casari rimarca: «È pur vero che i negozi del cuore del capoluogo soffrono per problemi legati alle caratteristiche delle strutture di vendita. Tali criticità si registrano anche a livello nazionale ed in altri centri della provincia simili a Legnago. Per questo motivo, attraverso le associazioni Vivi Legnago, Porto Bello e Casette promuoveremo nei prossimi mesi dei corsi di formazione destinati ai negozianti del centro e non solo, affinché migliorino le loro capacità di promozione e vendita dei prodotti. Il nostro scopo è quello di creare una rete tra questi tre sodalizi e progettare iniziative di cui beneficerà il settore commerciale cittadino». •

Fabio Tomelleri
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