CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

17.02.2018

Pretende soldi da un minore Un 19enne finisce in carcere

L’arresto del 19enne accusato di estorsione nei confronti di un altro ragazzo
L’arresto del 19enne accusato di estorsione nei confronti di un altro ragazzo

Mesi e mesi di vessazioni, pressioni psicologiche, minacce e ricatti. Con un scopo ben preciso, che dai classici atti di bullismo è sconfinato ben presto in un’estorsione in piena regola: quello di spillare ripetutamente soldi, e persino gioielli di famiglia, ad un ragazzino di tre anni più giovane di lui, conosciuto a scuola. Alla fine, però, il sedicenne, ormai spaventato a morte da quell’incubo che non gli dava pace e che gli aveva tolto pure il sonno, non ce l’ha più fatta ed è crollato. Si è fatto coraggio e, con l’aiuto della mamma rimasta a lungo all’oscuro del dramma vissuto in segreto da suo figlio, si è rivolto perciò ai carabinieri di Legnago per denunciare il diciannovenne che lo terrorizzava da mesi. Gli uomini del capitano Lucio De Angelis hanno predisposto perciò un incontro «trappola». E, non appena si è perfezionato lo scambio tra i due ragazzi, hanno bloccato e arrestato in flagranza l’estorsore. Per D.G.S, un ex studente originario della Romania e residente a Villa Bartolomea, si sono spalancate così le porte del carcere di Montorio. I PRIMI CONTATTI. Il dicianovenne aveva conosciuto Marco (nome di fantasia a tutela della vittima minorenne che vive nel Legnaghese ndr) nel polo scolastico di Porto dove il prima frequentava l’istituto «Medici» mentre l’altro il «Silva Ricci» prima di trasferirsi, seppur per un brevissimo periodo, nella stessa scuola del suo persecutore. I rapporti tra i due ragazzi hanno preso fin da subito una brutta piega e sono iniziate le prime richieste di denaro. Piccole somme in cambio di una tranquillità che, col passare del tempo, è venuta meno ugualmente. Marco, piccolo di statura e mingherlino, ha assecondato in silenzio il dicianovenne, più corpulento e dal carattere autoritario, che, in base agli accertamenti degli inquirenti, si è fatto consegnare diverse centinaia di euro. Sempre intimidendolo, sia verbalmente che con messaggi su WhatsApp. O pagava oppure avrebbe fatto del male a lui e alla sua famiglia. Un atteggiamento di prepotenza e sopraffazione che sfociò persino nel furto del cellulare del malcapitato sedicenne. Nel frattempo, un anno fa, D.G.S., si ritirò dal «Medici» e da allora non si è fatto più vedere a scuola. Ma per Marco il tormento non finì. L’ULTIMA RICHIESTA. Tra angherie, avvertimenti e paura che sale alle stelle si arriva così alla «pretesa», che alla fine ha incastrato il diciannovenne, liberando da una storiaccia angosciante il ragazzino. Martedì scorso, D.G.S. si fa nuovamente vivo e, con un messaggio sul telefonino, chiede ancora soldi al sedicenne. Marco non sapendo più dove sbattere la testa per assecondare il suo aguzzino gli risponde che non ha un euro in tasca. «Va bene anche oro» gli risponde il romeno. Ed è stato così che Marco, per levarsi da quell’impiccio diventato più grande di lui, gli porta due orecchini della mamma. Gioielli che D.G.S rivende ad un Compro Oro della zona. La madre di Marco si accorge però subito della sparizione degli orecchini. Suo figlio, messo alle strette, gli confessa allora quella verità che avrebbe voluto rivelarle da mesi. Assieme alla mamma si reca nella caserma di San Pietro e si sfoga con i carabinieri vuotando completamente il sacco. L’ARRESTO. Gli uomini del luogotenente Luigi Mura, comandante della stazione, predispongono così l’appuntamento risultato poi fatale al diciannovenne. Il quale si era detto disposto a riconsegnare gli orecchini a Marco in cambio di 400 euro. Si arriva a mercoledì pomeriggio quando i due ragazzi si incontrano alle spalle del supermercato Famila di Porto. Tuttavia, appostati nei paraggi c’erano questa volta i militari. E non appena Marco ha consegnato le banconote, precedentemente «segnate», sono spuntati e hanno fermato il romeno. Il giovane è stato portato in caserma e fotosegnalato. Quindi, su disposizione del magistrato di turno, Giovanni Pietro Pascucci, è stato trasferito in carcere a Montorio, dove oggi si terrà l’udienza di convalida. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1