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17.01.2019

Pirite e lastre di eternit, scattano le bonifiche

L’area contaminata da ceneri di pirite adiacente al centro commerciale «Galassia» DIENNEFOTOLastre di eternit accatastate accanto all’asilo di Vangadizza
L’area contaminata da ceneri di pirite adiacente al centro commerciale «Galassia» DIENNEFOTOLastre di eternit accatastate accanto all’asilo di Vangadizza

Ceneri di pirite nei terreni accanto al centro commerciale di via Mantova a Legnago. E lastre di eternit a fianco dell'asilo di Vangadizza. La Giunta del sindaco Clara Scapin ha dato il via libera a due consistenti interventi di bonifica, per un importo totale di 280mila euro, volti ad eliminare ogni pericolo per la salute delle persone alle porte del capoluogo e nella frazione di destra Adige. Entrambi i progetti decolleranno nei prossimi mesi e sono destinati a risolvere problematiche che si trascinano da anni tra proteste e timori dei residneti. A cominciare dal comparto, a sud-ovest del «Galassia», delimitato da via Mantova a nord e dalla ferrovia Mantova-Monselice a sud. Nei terreni alle spalle di alcune attività commerciali che si affacciano sulla regionale 10, infatti, sono state eseguite recentemente delle indagini ambientali. Fin dal 2008, l'Arpav aveva sollecitato Palazzo de' Stefani ad individuare eventuali zone contaminate all'esterno del sito dell'ex zuccherificio cittadino, all'epoca appena bonificato per far posto al «Galassia». Dalle indagini, effettuate lo scorso anno, tecnici specializzati hanno scoperto, nel sottosuolo del parcheggio privato ad uso pubblico retrostante alcuni capannoni di via Mantova, metalli e sostanze nocive, come rame, arsenico, piombo, zinco, antimonio e cadmio, in concentrazioni superiori ai limiti di legge. Inoltre, nella parte a ridosso della linea ferroviaria, sono state riscontrate ceneri di pirite. L'analisi ha pure riguardato la falda, facendo emergere la presenza, superiore alla norma, di antimonio, cadmio, nichel, selenio, tallio, solfati e solfuri. Oltre a manganese, arsenico e ferro. Per queste ultime tre sostanze è ipotizzabile una presenza legata alla natura stessa del sottosuolo. Per tutto il resto, soprattutto per le ceneri di pirite, è più probabile che i materiali inquinanti siano stati scaricati nell'area nei decenni scorsi, quando sul lotto non vi erano costruzioni. Anche se il Comune non è mai riuscito a risalire ai responsabili materiali di tale inquinamento. Pertanto, per la bonifica che riguarderà i 1800 metri quadrati contaminati dalla pirite, Palazzo de' Stefani sfrutterà un contributo di 158mila euro stanziato dalla Regione 10 anni fa. Trattandosi di un fondo di rotazione, l'ente dovrà restituire in maniera graduale a Venezia la somma impiegata per il ripristino ambientale. Durante le operazioni, che dureranno nove settimane e comporteranno la chiusura del parcheggio, sarà rimosso il terreno con le ceneri e sarà posata una copertura impermeabile. L'esecutivo ha pure varato il piano di bonifica di un'area privata, trasformata in discarica abusiva accanto alla materna paritaria «Maria Bambina» di Vangadizza, fonte di lamentele, negli ultimi anni, sia dei docenti che delle famiglie degli oltre 70 bambini iscritti. Dopo una messa in sicurezza parziale, eseguita a novembre e consistente nello spostamento dei rifiuti in punti lontani dall'istituto, l'esecutivo ha approvato il programma di riqualificazione del lotto privato, per un importo di 122mila euro. Tra gli scarti presenti, che verranno quindi smaltiti da aziende specializzate, vi sono lastre in cemento-amianto, guaine isolanti e componenti di apparecchiature elettroniche. In fasi successive saranno rimossi e trattati anche gli altri rifiuti pericolosi e ingombranti accumulati, quali vernici, imballaggi contenenti sostanze nocive, scarti edili, pneumatici usati e oggetti metallici. «Quella di Vangadizza», evidenzia Claudio Marconi, assessore all'Ambiente, «è un'operazione urgente che tuttavia si ripercuoterà sulle tasche dei cittadini. Per questo abbiamo avviato il procedimento allo scopo di recuperare la somma spesa dai responsabili del terreno, i quali non hanno rispettato l'ordinanza di rimozione e smaltimento dei rifiuti emanata dai nostri uffici negli anni scorsi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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