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01.03.2018

Ora la povertà si sconfigge a colpi di ago e filo

Il laboratorio di sartoria ospitato nell’ex sede del giudice di pace
Il laboratorio di sartoria ospitato nell’ex sede del giudice di pace

A Legnago la povertà si combatte anche con ago e filo. È un ritorno all'antico, a quell'arte del rammendo con cui, in tempi di ristrettezze economiche, le famiglie riuscivano a fare di necessità virtù provvedendo a confezionare e a riparare da sé i propri capi di abbigliamento, quello promosso dall'Emporio della solidarietà «San Martino» di Legnago nei locali dell'ex giudice di pace di via XXIV Maggio. Nei giorni scorsi, infatti, è decollato il laboratorio di sartoria a favore delle 252 famiglie meno abbienti residenti in città e nei cinque Comuni dell'Unione dall'Adige al Fratta coinvolti nel progetto. Ovvero quei nuclei che già si servono della «bottega solidale», aperta dal 2016 in via Minghetti, dove le persone indigenti possono ottenere gratuitamente cibo e beni di prima necessità con una tessera. L'«Emporio» coinvolge, oltre alle cinque Caritas di Duomo, Porto, Casette, San Pietro e Vigo, anche Cif, San Vincenzo di Legnago e Vangadizza, Gruppo Alpini del capoluogo e Comune. Il nuovo laboratorio di taglio e cucito, frequentato per il momento da 11 donne della città e dei centri limitrofi, ha trovato ospitalità negli spazi concessi dalle Suore Canossiane. «L'attività di sartoria», evidenzia Paolo Marampon, presidente dell'Emporio, «integra le misure di accompagnamento rivolte agli utenti dell'Emporio stesso. Il nostro responsabile, Agostino De Filippo, affiancato da Orietta Spadini, ha accolto nei locali appositamente attrezzati con macchine da cucire le donne, di cui nove straniere e due italiane, che si sono iscritte al corso. Le quali avranno l’opportunità di garantirsi un reddito grazie ad un mestiere ormai in via di estinzione ma che è sempre più ricercato». Gli incontri si svolgono tutti i lunedì, dalle 14.30 alle 16.30, e prevedono sia attività teoriche che pratiche. «I nostri insegnanti», sottolinea Marampon, «impartiscono nozioni elementari di cucito a mano e a macchina, oltre a rammendi, piccole riparazioni e confezionamento di capi di abbigliamento di semplice fattura. È inutile dire che il corso è frequentato con notevole interesse dalle signore che vi hanno aderito». Del resto, uno degli obiettivi del progetto «Emporio» è proprio quello di promuovere percorsi di accompagnamento per i nuclei bisognosi, andando oltre la semplice distribuzione dei viveri. «La sartoria», prosegue Marampon, «è partita grazie a tutte le persone che, a vario titolo, hanno fornito macchine da cucire, stoffe, filati ed ogni altro strumento utile per tale attività». Accanto ai corsi di cucito, sempre nell'ottica di agevolare le famiglie iscritte all'«Emporio», ha preso il via anche un corso di alfabetizzazione per stranieri, a cui hanno aderito 20 persone, tutte residenti in città, accolte dagli insegnanti Marisa Lonardi e Luigi Bologna. Le lezioni si tengono ogni lunedì e ogni giovedì, dalle 9 alle 11, nelle aule appositamente attrezzate in via XXIV Maggio. «Nello stesso stabile», rimarca il presidente, «è stata pure allestita una sala riunioni per i nostri incontri e per quelli della San Vincenzo, che in locali attigui gestisce la distribuzione di capi di vestiario riservati ai bisognosi». Sempre nell'ex sede giudiziaria hanno trovato posto anche gli uffici amministrativi e la segreteria dell'«Emporio». «Tutti gli arredi delle varie sale», sottolinea Marampon, «ci sono stati gentilmente forniti dal Gruppo Alpini cittadino, capitanato da Maurizio Mazzocco». Il presidente conclude: «Siamo solo all'inizio, poiché i progetti in cantiere sono tanti e, un po' alla volta, li avvieremo tutti». Per quel che concerne l'attività della «bottega solidale» di via Minghetti, l'anno scorso, sono state distribuite 2.750 spese, attraverso l'uso delle apposite tessere, ai nuclei meno abbienti ammessi al servizio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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