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31.12.2017

«Operazione ladroni», presa la banda che svaligiava le case

Parte della refurtiva recuperata dai carabinieri DIENNEFOTODa sinistra, il maresciallo Bazzani, il capitano De Angelis e il luogotenente Tenani illustrano l’operazione
Parte della refurtiva recuperata dai carabinieri DIENNEFOTODa sinistra, il maresciallo Bazzani, il capitano De Angelis e il luogotenente Tenani illustrano l’operazione

Stefano Nicoli L’ultimo colpo l’hanno messo a segno venerdì mattina in una villetta situata alla periferia di Legnago dove hanno trafugato una ventina di gioielli per un valore di ottomila euro. Ma questa volta, mentre due di loro svaligiavano l’abitazione dopo aver forzato una finestra e il terzo complice li attendeva in auto col motore acceso, erano controllati a vista dai carabinieri di Minerbe. E così, non appena hanno imboccato il vicino svincolo della Transpolesana, si sono ritrovati alle calcagna la pattuglia, che è riuscita a bloccarli, con il supporto dei colleghi del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago, dopo un inseguimento snodatosi per alcuni chilometri a 170 all’ora. È finita così, in un’area di sosta della «434», la fuga dei tre pregiudicati ritenuti responsabili di una sfilza di furti commessi negli ultimi mesi sia nelle case della Bassa veronese che delle province limitrofe di Padova e Rovigo. Razzie fotocopia, diventate ormai un incubo per diverse famiglie, che avrebbero fruttato ai banditi un bottino davvero cospicuo: un centinaio di oggetti preziosi, tra monili in oro e orologi. Per Giancarlo Catter, 32 anni, la sua convivente Candy Suffer, di 37, e Luca Bonora, di 35, tutti residenti a Legnago, tutti disoccupati e con svariati precedenti, è scattato così l’arresto con l’accusa di furto aggravato in concorso. Una quarta persona, Giuseppe Bellinati, di 56 anni, trovato a maneggiare parte della refurtiva nell’appartamento occupato dalla coppia a Casette, è stato invece denunciato a piede libero per ricettazione. LE INDAGINI. L’attività investigativa, che ha permesso agli uomini del capitano Lucio De Angelis di sgominare una seconda banda di criminali a pochi giorni dall’arresto dei sei marocchini a cui sarebbero riconducibili anche le recenti rapine nelle case della Bassa, è partita da un’utilitaria. Quella Renault Clio di colore grigio, intestata ad un uomo di Legnago passato a miglior vita, che era stata notata in più di un’occasione nei paraggi di abitazioni, perlopiù isolate, ripulite di soldi e gioielli. Un indizio che, rafforzato dall’incremento dei servizi preventivi sul territorio con il raddoppio delle pattuglie nei turni serali, ha consentito ai carabinieri di incastrare i tre ladri seriali. IL BLITZ. Ed è stato proprio pedinando la banda, che venerdì intorno alle 10 aveva raggiunto a bordo della Clio del povero defunto l’ennesimo bersaglio da colpire, che il maresciallo ordinario Simone Bazzani e i suoi colleghi hanno impresso la svolta decisiva all’indagine. Non appena i due uomini e la donna sono risaliti infatti sull’utilitaria, con i ricordi più cari rubati ad una sessantenne in una villetta di via Interna, a San Pietro, la pattuglia si è messa a tallonarli. Un inseguimento che si è rivelato più complicato e pericoloso del previsto visto che i malviventi hanno lanciato a tutta velocità l’auto sulla Transpolesana in direzione di Rovigo. Fino a fermarsi, quando si sentivano ormai al sicuro, all’autogrill di San Bellino. Ed è stato lì che sono stati bloccati dai militari di Minerbe e del Norm capeggiati dal luogotenente Mauro Tenani. Ai carabinieri è bastato un rapido controllo per recuperare i gioielli trafugati mezz’ora prima, che erano occultati nella portiera e in tasca alla 37enne. Sotto i sedili sono stati rinvenuti invece numerosi arnesi da scasso. LA PERQUISIZIONE. Mentre i tre venivano accompagnati in caserma, l’«Operazione ladroni», come è stata ribattezzata, è proseguita nell’appartamento di via Quasimodo, a Legnago, dove risiede la coppia. Quando hanno spalancato la porta, i militari si sono trovati di fronte Bellinati, anch’egli pregiudicato, intento a manipolare sulla tavola della cucina un’ottantina di oggetti di valore, tra orologi, orecchini, spille e bracciali, ritenuti di provenienza illecita. La perquisizione è proseguita in camera da letto dove sono stati sequestrati altri 20 gioielli, una pistola a salve di marca Bruni e la ricevuta rilasciata lo scorso 19 dicembre da un «Compro oro» dopo il ritiro di una collana prontamente recuperata dagli inquirenti. I 100 preziosi sequestrati - visionabili, previo appuntamento, nella caserma di Minerbe - saranno restituiti ai legittimi proprietari. GLI ARRESTI. Una volta informato il magistrato di turno, il sostituto procuratore Giovanni Pietro Pascucci, Catter, Bonora e Suffer sono stati dichiarati in arresto e hanno trascorso la notte divisi tra le camere di sicurezza delle caserme di Legnago e San Bonifacio. Ieri sono comparsi in tribunale a Verona: il giudice Rita Caccamo, dopo averne convalidato l’arresto, ha disposto a carico di tutti e tre la custodia cautelare in carcere in attesa dell’udienza fissata per il prossimo marzo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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