CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

09.02.2018

Non versa 70 centesimi di multa L’errore le costa 303 volte tanto

Ufficio mobile dei vigili urbani
Ufficio mobile dei vigili urbani

Stefano Nicoli Chi sbaglia paga recita un antico adagio popolare. E su questo non ci piove. Guai però a commettere sviste, in assoluta buona fede, perché la burocrazia non perdona e potrebbero costare davvero care, specie in tempi di crisi. In barba al buon senso e alle pronunce dei giudici di pace in casi analoghi. Lo sa bene F.G., un’automobilista 42enne di Minerbe, sanzionata sei mesi fa dalla polizia locale del distretto «Basso Adige» dopo essere stata sorpresa a telefonare al volante nel centro di Legnago. La donna ha infatti omesso di versare 70 centesimi nelle casse di Palazzo de’ Stefani. Ed ora quella distrazione le costerà 212,35 euro, ovvero 303 volte l’importo dimenticato. Tutto è iniziato una mattina dello scorso 9 agosto quando gli uomini del comandante Luigi De Ciuceis «pizzicarono» la 42enne al cellulare mentre percorreva corso della Vittoria, a bordo della sua Mercedes classe A, per recarsi al lavoro. L’alt degli agenti scattò immediatamente e alla conducente venne contestata la violazione dell’articolo 173 del codice della strada, equivalente ad una sanzione di 161 euro (ridotti a 112,70 se pagati entro cinque giorni), con contestuale decurtazione di cinque punti dalla patente. La sera stessa F.G. effettuò il pagamento tramite home banking. Via il dente, via il dolore. Ma, proprio quando aveva già archiviato quella spesa imprevista ed era convinta che fosse tutto a posto, è arrivato il salasso. Nell’effettuare il versamento si era infatti dimenticata dei decimali, quei 70 centesimi segnati dopo la virgola, che poi lieviteranno meglio di un pandoro. «Il 27 dicembre, decorsi abbondantemente i 60 giorni che fanno scattare il raddoppio della multa», riferisce imbestialita la donna, «ho ricevuto una lettera di ultimo avviso, quando in realtà era invece il primo, di mancata riscossione. L’ho aperta e, con mia grande sorpresa, c’era scritto che entro il 15 gennaio 2018 avrei dovuto pagare 212,35 euro». La sanzione, in difetto di 70 centesimi, non risultava infatti saldata per intero. Ed essendo decorsi due mesi era così raddoppiata a 325,50: importo da corrispondere in pieno una volta decurtati i 112 euro già sborsati in agosto. «A quel punto», prosegue la 42enne, «mio marito si è rivolto subito alla polizia locale chiedendo di annullare il verbale in autotutela. Era infatti lampante che non c’era volontà di sottrarci al pagamento e che si trattava solo di un piccolissimo errore commesso per sbadataggine, in assoluta buona fede». Tutto ciò forti anche di sentenze pregresse del giudice di pace, che in qualche caso ha condannato pure il Comune a pagare le spesi legali. Nulla da fare: lo «sgarro» era stato compiuto e la procedura va rispettata. «La conducente», confermano dalla centrale dei vigili, «non ha pagato completamente la multa iniziale e quanto ha versato risulta perciò un acconto. Quindi scattano gli aggravi previsti per legge». La soluzione? «All’automobilista», concludono dal comando, «non resta che ricevere la cartella esattoriale con l’ingiunzione di pagamento e fare ricorso al giudice di pace». •

Stefano Nicoli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1