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03.11.2018

«No alla chiusura del nostro Spisal»

Ispettori Spisal dell’ex Ulss 21 in sopralluogo dopo un infortunio sul lavoro
Ispettori Spisal dell’ex Ulss 21 in sopralluogo dopo un infortunio sul lavoro

«No alla chiusura dello Spisal di Legnago». L’ipotesi di una prossima soppressione della sede operativa al Palazzo di Vetro del servizio dell’Ulss 9, che si occupa di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro dei 25 Comuni del distretto «Pianura veronese», è emersa da diversi giorni negli ambienti della sanità. Tanto da suscitare la levata di scudi della maggioranza che, a Palazzo de’ Stefani, sostiene il sindaco Clara Scapin. Uno dei punti in discussione nella prossima assemblea civica, fissata per lunedì 12 novembre alle 20, sarà infatti costituito dall’ordine del giorno, redatto dal Partito democratico di Legnago che impegnerà l’assemblea ad esprimersi negativamente riguardo alla chiusura dello Spisal cittadino. L’operazione, secondo quanto appreso dal gruppo consiliare del Partito democratico, è studiata in un’ottica di razionalizzazione globale delle spese dell'Ulss 9, visto che l’ufficio di via Frattini, al pari di tutte le altre strutture dell'ex Ulss 21, dallo scorso anno appartiene all’unica Azienda sanitaria Scaligera. Il documento «a favore del mantenimento a Legnago della sede operativa dello Spisal», è stato presentato dal capogruppo consiliare del Pd Gianfranco Falduto, che intende così evitare alla città di perdere uno sportello importante, soprattutto per aziende e lavoratori, data la vocazione del capoluogo della Bassa ad ospitare diversi servizi per il territorio. «Tra gli addetti ai lavori», denuncia Falduto, che è pure segretario cittadino del suo partito, «sono sempre più insistenti le voci relative alla volontà dei vertici dell’Ulss 9 di chiudere l'unità operativa di Legnago dello Spisal, e di trasferire il servizio in altra sede (quella di Bovolone, ndr)». «Tale chiusura», continua Falduto, «comporterebbe un disagio sia per i lavoratori che per le imprese della città e del suo circondario». Il portavoce del Pd paventa che la riorganizzazione, destinata a concretizzarsi nel corso del 2019, possa «contribuire al depotenziamento delle strutture sanitarie cittadine, con perdita di posti di lavoro e danni per tutta l’economia della città». Inoltre, il trasloco dell’ufficio a Bovolone, secondo il responsabile della sezione cittadina del Pd, «contribuirà al ridimensionamento del ruolo di Legnago quale polo sanitario di riferimento per tutto il Basso veronese». Pertanto il documento impegnerà «sindaco e assessori competenti in materia a promuovere un confronto con i responsabili dell’Ulss 9, allo scopo di evitare la chiusura della sede operativa della nostra città». L’ordine del giorno che verrà sottoposto al voto consiliare si basa su ulteriori considerazioni. «La sede operativa di via Frattini», puntualizza Falduto, «è costituita da un ufficio di segreteria e da un’unità semplice di prevenzione degli infortuni, con la presenza di dirigenti e tecnici della prevenzione. Pertanto, vista l’importante attività che svolge sul territorio, a stretto contatto con i suoi naturali interlocutori, lo Spisal rappresenta un punto di riferimento essenziale sia per dipendenti che per imprese». Di fronte alla presa di posizione del centrosinistra legnaghese a difesa dello Spisal cittadino - cioé un altro paventato taglio ai danni dell’ospedale legnaghese - l'Azienda sanitaria Scaligera smorza i toni e getta acqua sul fuoco. La direzione aziendale non si dilunga in spiegazioni e difatti manda una stringatissima comunicazione in cui si limita a dire: «Nulla è stato deciso. Si stanno vagliando delle ipotesi al fine di non occupare spazi esterni all’azienda, con conseguenti risparmi». Un’affermazione tutt’altro che rassicurante per la città del Torrione. •

Fabio Tomelleri
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