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07.04.2018

«Morti in culla» Anche un piccolo body le combatte

Un papà riceve il body «salvavita» da Angelina Lonido DIENNE FOTO Il primario Federico Zaglia
Un papà riceve il body «salvavita» da Angelina Lonido DIENNE FOTO Il primario Federico Zaglia

L’ospedale di Legnago tiene alta la guardia sulla salute dei bambini, fin dai loro primi giorni di vita. Ad incrementare le attività informative e formative che già vengono svolte al «Mater salutis» per ridurre il rischio delle cosiddette «morti in culla» dei lattanti, ci ha pensato, ieri mattina, l'associazione «Semi per la Sids». L’onlus fiorentina, infatti, tramite la propria referente per Verona e provincia, Angelina Lonido, ha donato ai reparti di Pediatria ed Ostetricia dell’ospedale di Legnago 150 body per neonati, con stampata una vignetta che riassume la «regola d’oro» dell’organizzazione. Ovvero, quella di far dormire i bambini con la pancia verso l’alto, per garantire ai piccoli una «nanna sicura» e riducendo, così, il rischio che i piccoli possano morire per «Sudden infant death syndrome» (Sids), patologia le cui cause scatenanti non sono ancora del tutto conosciute e che può colpire all’improvviso un neonato ogni duemila. Fortunatamente, nessun caso di questo tipo, negli ultimi anni, si è verificato all’ospedale di Legnago, dove annualmente vengono alla luce oltre 800 bambini. Mentre, in Veneto, dal 2014 al 2017, ben 4 piccoli sono morti a causa di questa sindrome. Alla consegna degli indumenti, acquistati dal sodalizio grazie alla raccolta fondi effettuata negli anni scorsi attraverso la corsa «Verona Marathon», accanto a Lonido erano presenti Chiara Bosio, dello staff del progetto «Genitori più», promosso da Regione e Ulss 9 Scaligera, e i primari Federico Zaglia, di Pediatria, e Pietro Catapano, di Ostetricia e ginecologia, affiancati dai loro collaboratori. Lonido, che nel 2011 ha perso il proprio figlio Paolo a causa della Sids, ha detto: «Non esiste regola migliore per prevenire la Sids: bisogna far dormire i bambini sulla schiena. Al di là di messaggi erronei, che spesso vengono trasmessi ai genitori anche da immagini pubblicitarie o attraverso i social, i neonati non devono riposare né a pancia sotto né sul fianco e il materasso della culla deve essere rigido». Lonido ha evidenziato anche le altre regole per la salute dei neonati, come evitare di coprirli troppo, soprattutto in caso di febbre, ed impedire che stiano nello stesso letto della madre, salvo per l’allattamento o per le coccole. «In attesa che la ricerca individui definitivamente le cause della malattia», ha proseguito Lonido, «la migliore arma che abbiamo è quella di ridurre i rischi: per questo ci impegniamo a divulgare queste informazioni tra famiglie e medici». «Nei corsi di preparazione al parto che vengono organizzati dalla nostra Azienda sanitaria per i genitori della Bassa», ha sottolineato Zaglia, «è previsto anche un appuntamento dedicato specificatamente alla Sids. Inoltre, nel materiale informativo multilingue della Regione che distribuiamo alle famiglie sono contenuti i consigli per salvaguardare la salute dei bimbi». Oltre a tutto ciò, nell'ambito dei servizi per l’infanzia, l’Ulss 9 sta completando il percorso per qualificare il «Mater salutis» ospedale «Amico del bambino». Per questo motivo, dal 18 al 20 aprile, all’ospedale vi saranno alcuni ispettori Unicef per la fase 2 del progetto, che prevede attente e rigorose valutazioni sul personale che segue il percorso nascita. •

Fabio Tomelleri
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