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08.04.2018

Morì nella strage di Bologna Di Davide parla la sorella

L’ultima foto di Davide, 1980, prima di finire nella strage di Bologna
L’ultima foto di Davide, 1980, prima di finire nella strage di Bologna

È una ferita che non si è mai rimarginata, quella di Cristina Caprioli, sorella di Davide, il giovane veronese che il 2 agosto 1980, a soli vent’anni, fu una delle vittime della strage della stazione di Bologna. Quella bomba, che i terroristi fecero esplodere alle 10.25 nella sala d’aspetto di seconda classe, uccidendo 85 persone e ferendone circa 200, è qualcosa che non solo rimane tragicamente impresso nella storia italiana, ma che lacera tuttora il cuore e la mente dei familiari ed amici di chi non c’è più. Nonostante il dolore, Cristina Caprioli ha deciso però di mantenerne vivo il ricordo, portando avanti da anni la memoria del fratello, e con essa quella delle altre vittime, grazie ad incontri pubblici o con gli studenti delle scuole. È quanto accadrà domani anche a Legnago, dove la combattiva sorella di Davide sarà l’ospite di un doppio appuntamento, promosso ed organizzato dal Centro italiano femminile di Legnago e di Cerea con l’Università del tempo libero per l’educazione permanente legnaghese. Il primo incontro con la signora Caprioli si terrà, con inizio alle 11.15, nell’aula magna dell’Istituto scolastico superiore «Minghetti» e sarà riservato agli studenti delle classi terze, mentre il secondo appuntamento è in programma alle ore 15.30, nella sala civica di Legnago. «Alle scuole Minghetti», spiega la presidente del Cif, Anna Patrizia Girardi, «si parlerà delle tante vite spezzate che il terrorismo ha lasciato dietro di sé, in quello specifico momento a Bologna, ma che ha poi continuato a provocare, purtroppo, negli innumerevoli episodi di violenza interna al nostro Paese e nel mondo intero. Con Caprioli siamo certi di avere una lezione di educazione alla legalità, proposta allo scopo di risvegliare nei giovani il senso della responsabilità e del valore della democrazia: le uniche in grado di vincere ogni logica interna ed esterna dei poteri occulto e di quelli criminali». La strage di Bologna fu messa a segno in una stazione affollata di turisti in partenza o al ritorno dalle vacanze, con un ordigno ad orologeria che fu nascosto all’interno di una valigia abbandonata. L’esplosione, violentissima, provocò il crollo dell’ala Ovest dell’edificio, distruggendo anche la pensilina del primo binario e propagandosi anche al parcheggio dei taxi che si trovava di fronte all’edificio della stazione. •

Elisabetta Papa
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