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13.03.2019

Liste d’attesa, pressing sull’Ulss per ridurle

L’ospedale di Legnago: i sindaci chiedono di ridurre le liste d’attesa
L’ospedale di Legnago: i sindaci chiedono di ridurre le liste d’attesa

I sindaci della Bassa scendono in campo per ridurre i tempi d'attesa di visite ed esami all'ospedale di Legnago e nelle altre strutture sanitarie pubbliche del territorio. Tutto ciò, alla luce delle criticità sollevate nei mesi scorsi da diversi utenti riguardo la tempistica, superiore ai tempi indicati nelle prescrizioni mediche, per sottoporsi ad alcune tipologie di analisi, come quelle cardiologiche. Le liste di attesa per le prestazioni sanitarie, pertanto, sono state trattate nella riunione del comitato dei sindaci dei 25 Comuni del distretto 3 «Pianura veronese», che si è svolta nella palazzina amministrativa dell'Ulss 9 Scaligera di via Gianella. «Sappiamo», ha evidenziato il presidente del comitato dei sindaci Flavio Pasini, primo cittadino di Nogara, «che i disagi sono stati segnalati soprattutto a Legnago, per questo abbiamo deciso di esaminare la situazione e cercare con l'Ulss una soluzione». A rimarcare le criticità manifestate dai pazienti nel corso dei mesi, ci ha pensato Florindo Bernardini, assessore alla Salute di Bovolone, nonché medico di base nella città del mobile. «Se per le prestazioni urgenti, da erogare entro 72 ore, la situazione è buona», ha puntualizzato l'assessore, «i disservizi riguardano le altre categorie di visite ed esami, che prevedono tempi più lunghi». «In particolare», ha proseguito Bernardini, «le difficoltà maggiori si sono riscontrate tra chi doveva effettuare controlli entro 10 giorni (classe di priorità «B»), 30 giorni (classe «D») o 90 giorni (classe «P»), in varie branche, come diagnostica, cardiologia ed oncologia». L'assessore ha aggiunto: «La situazione è precipitata lo scorso anno, dopo l'estate. Per alcune tipologie di esami le liste per le prenotazioni sono state chiuse già prima della fine dell'anno. Qualche cittadino è stato invitato a ripresentarsi al Centro unico di prenotazione (Cup) più volte, oppure a ritelefonare, per l'impossibilità di fissare la visita». Bernardini ha pure evidenziato: «Qualche criticità è legata al fatto che alcune visite sono state centralizzate al polo di Legnago per tutti i 154mila residenti del distretto. Depotenziando così le strutture periferiche. La mammografia, ad esempio, un tempo si poteva effettuare anche all'ospedale di Bovolone». Dal canto suo, l'Azienda sanitaria Scaligera ha rassicurato i sindaci sull'attenzione posta verso i tempi di erogazione delle prestazioni. La dottoressa Sofia Cantarelli, responsabile dell'unità operativa di Attività specialistica dell'Ulss 9, ha puntualizzato: «Fino allo scorso ottobre, nella pianura scaligera venivano prenotate le visite pure se sforavano di qualche giorno il termine indicato dal medico. Tuttavia, abbiamo dovuto porre dei paletti, non potendo effettuare prenotazioni oltre la scadenza indicata nella classe di priorità, e questo ha causato un po' d'insoddisfazione nell'utenza». Quindi la responsabile ha rimarcato: «L'offerta di prestazioni sanitarie, su tutto il territorio dell'Azienda sanitaria, è positiva. Se consideriamo l'intera provincia rispettiamo i Livelli essenziali di assistenza (Lea) stabiliti dal ministero». Sulla riduzione dei tempi per alcune prestazioni, la responsabile ha poi confermato: «Stiamo affrontando il problema su più fronti, con incontri periodici, coinvolgendo pure i medici di base che prescrivono le visite e gli specialisti». Infine, la dottoressa Cantarelli ha concluso: «Puntiamo ad avviare, nell'arco di tre mesi, un numero unico di accesso che permetta di recuperare le domande inevase su tutto il territorio dell'Azienda Scaligera tramite il cosiddetto galleggiamento». Tale soluzione, in pratica, implica che la prenotazione venga sospesa per il tempo necessario al Cup di trovare una soluzione ottimale, fissando le visite anche in strutture di altre zone della provincia diverse da quella di residenza dell'utente. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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