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14.04.2018

«Le medie Barbieri di Casette sono fragili e vanno abbattute»

Le scuole medie «Barbieri» di Casette la cui perizia ha rivelato che sono staticamente «fragili» Le nuove scuole medie «Frattini» a Legnago
Le scuole medie «Barbieri» di Casette la cui perizia ha rivelato che sono staticamente «fragili» Le nuove scuole medie «Frattini» a Legnago

Fabio Tomelleri L’edificio delle scuole medie «Gino Barbieri» di Casette di Legnago ha il destino segnato. Il plesso, frequentato ogni giorno da oltre 180 alunni, pur continuando ad essere agibile dovrà essere dismesso entro due anni ed essere ricostruito sullo stesso luogo oppure accorpato al nuovo polo delle medie «Frattini». Tutto ciò a causa della scarsa resistenza della struttura, realizzata a fine anni ’70, ai terremoti. Questo è quanto emerso dalla riunione della commissione comunale Lavori pubblici, convocata giovedì per discutere i risultati dell’indagine statica e sulla vulnerabilità sismica, affidata all’ingegner Claudio Modena. In base all’esito dell’indagine, l’ingegner Gianni Zerbinati, dirigente del settore Lavori pubblici ed urbanistica del Comune, ha riferito al sindaco Clara Scapin, ad assessori e consiglieri: «Sotto il profilo statico, le strutture dell’edificio sono sotto controllo, pur con la prescrizione di monitorare alcune vulnerabilità». Tuttavia, è sotto il profilo della fragilità ai terremoti che l’istituto presenta le carenze maggiori. «Il coefficiente di sicurezza sismica risulta basso», ha detto il dirigente, «poiché l’edificio è in grado di resistere ad un terremoto di intensità pari al 40,7 per cento del massimo delle scosse previste per la nostra zona dalle norme tecniche vigenti». Secondo le direttive emanate dalla Protezione civile nel 2010, il periodo «entro il quale attivare il rimedio all’inadeguatezza sismica» per le scuole «Barbieri» è di 3,8 anni. «Questo ci induce a stabilire», ha rimarcato Zerbinati, «che l’uso dell’attuale scuola non possa proseguire senza eseguire adeguati interventi, non oltre il 30 giugno 2020, ovvero a fine anno scolastico 2019-'20». Zerbinati ha valutato in 3 milioni di euro il costo per rimettere a nuovo il fabbricato scolastico. «Bisogna considerare», ha puntualizzato, «che l’edificio è di qualità edilizia molto bassa e nessun intervento di riqualificazione sarà comunque in grado di riportarlo ai livelli qualitativi richiesti oggi per l’edilizia scolastica». Pertanto, «l’adeguamento sismico, energetico ed architettonico, dell’edificio potrà essere conseguito con la sostituzione edilizia completa, ossia con la realizzazione di un nuovo stabile». Per la Giunta del sindaco Clara Scapin, quindi, si apre una partita cruciale. L'esecutivo, infatti, entro giugno dovrà varare il progetto per una nuova scuola e inserirla nel piano triennale delle opere pubbliche; procedere poi, tempestivamente, a chiedere contributi statali che possono coprire, tra finanziamenti per l’edilizia scolastica e quelli legati al «conto termico» (quest’ultimo si può riscuotere solo abbattendo l’edificio), fino all’80 per cento dell’importo totale dell’intervento. «Costruendo una nuova scuola a Casette», ha detto Claudio Marconi, assessore ai Lavori pubblici, «la spesa sarà intorno ai 3,5 milioni di euro. Se dovessimo ampliare le Frattini, il costo sarebbe inferiore, di 2,5 milioni ma il questo caso dovremmo mettere in conto altri 1,5 milioni di euro, a carico del Comune, per realizzare una palestra o un’altro luogo d’aggregazione a Casette al posto delle medie dove attualmente si svolgono varie attività extrascolastiche». «Dobbiamo ponderare attentamente entrambe le soluzioni e le loro conseguenze», ha concluso Scapin, «inoltre vorrei incontrare gli insegnanti e la comunità di Casette per spiegare la situazione, anche se la decisione ultima spetterà solo a noi». •

Fabio Tomelleri
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