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19.02.2018

Le «Dat» sono revocabili e liberano i medici da ogni responsabilità

Medici in corsia: la legge esclude responsabilità penali e civili
Medici in corsia: la legge esclude responsabilità penali e civili

La cosiddetta legge sul fine vita, che ha avuto il via libera definitivo con l’approvazione in Senato il 14 dicembre scorso ed è entrata in vigore il 31 gennaio, è stata caratterizzata per un iter difficoltoso e complesso ed ha rischiato fino all’ultimo di saltare a causa dell’ostruzionismo di una parte delle forze politiche: durante l’esame in commissione erano stati presentati più di tremila emendamenti. Determinante per l’approvazione si è rivelata l’alleanza tra Pd, M5S e Sinistra. Il provvedimento era stato approvato alla Camera - anche qui non senza difficoltà - il 20 aprile 2017. In otto articoli, dei quali cinque dedicati alla regolamentazione della materia, la legge n. 219 del 22 dicembre 2017 si riferisce alle «Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento». Non necessita di decreti attuativi, fatta eccezione per quanto attiene al registro delle «Dat», le Disposizioni anticipate di trattamento, per i quali nella legge di bilancio 2018 sono stati stanziati due milioni di euro. Il principio base da cui parte la normativa, è che, nel rispetto di quanto già contenuto nella Costituzione, nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. La legge prevede inoltre che chiunque, maggiorenne e capace di intendere e volere, anche in previsione di una eventuale futura incapacità, ha la possibilità di sottoscrivere le Disposizioni anticipate di trattamento per esprimere «le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali». Le Dat, che sono revocabili, vincolano il medico che diventa perciò esente da responsabilità civile o penale.

E.P.
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