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31.03.2018

Lavorare gratis per il Comune è un modo per scontare la pena

Il municipio di Legnago  DIENNEFOTO
Il municipio di Legnago DIENNEFOTO

Ripareranno ai loro errori lavorando negli uffici comunali, in biblioteca o al museo. Sono già una decina le richieste inviate nei giorni scorsi in municipio a Legnago da altrettante persone residenti in città e nei centri limitrofi per poter svolgere lavori di pubblica utilità a favore della comunità. Tutto ciò allo scopo di scontare pene alternative o accessorie previste per reati minori, tra cui quelli legati alla guida sotto l'effetto di alcol o droghe. È quanto prevede la convenzione recentemente firmata tra il sindaco Clara Scapin e il presidente del tribunale di Verona Antonella Magaraggia. L'ente locale, pertanto, si è aggiunto ad altre realtà cittadine, come la cooperativa sociale «Ardea» e l’associazione «La Verbena dell'Adige», che negli anni scorsi hanno stretto accordi analoghi con la magistratura scaligera. L’intesta tra l’amministrazione locale e il tribunale veronese permetterà quindi di «reclutare» a Palazzo de’ Stefani 10 persone che sono state ritenute colpevoli di diverse fattispecie penali, che spaziano dalla guida sotto l'influenza di alcol o stupefacenti, alla violazione della legge sulla produzione traffico e detenzione di droghe. Il progetto è decollato dopo quasi due anni di attesa. La prima richiesta di sottoscrivere la convenzione con la magistratura era stata difatti inoltrata da Donatella Ramorino, assessore alle Politiche sociali, il 31 agosto del 2016. Quindi, nel giugno del 2017, la giunta del sindaco Clara Scapin aveva approvato lo schema di convenzione. L’accordo, revisionato, è divenuto effettivo soltanto con il 2018 a causa di nuove disposizioni nel frattempo diramate dagli uffici ministeriali. I quali hanno previsto la possibilità di estendere le prestazioni a favore della collettività anche a seguito della sospensione di procedimenti penali con messa alla prova dell'imputato. Quest'ultima opportunità è ammessa nei procedimenti per reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la detenzione non superiore a quattro anni. Le nuove direttive, quindi, hanno imposto all'esecutivo legnaghese di approvare, lo scorso dicembre, una nuova convenzione, poi efficace con la sottoscrizione da parte del tribunale. I 10 addetti presteranno il loro servizio in municipio nei prossimi mesi. Sei di queste persone saranno indirizzate nei vari uffici comunali. Altre quattro, invece, verranno destinate ai servizi museali comunali e alla biblioteca «Bellinato-Fioroni» di via Matteotti. Nella sala di lettura, in particolare, gli ammessi al lavoro di pubblica utilità dovranno dare una mano al personale dell’ente nella sorveglianza dei locali durante l’apertura al pubblico e nelle attività di riordino del materiale librario. I periodi di lavoro, ovviamente non retribuito, per ciascun soggetto ammesso al programma, non potranno essere inferiori a 10 giorni né superiori a sei mesi. Nel patto sottoscritto, ente locale e tribunale hanno specificato: «L’attività non retribuita a favore della collettività sarà svolta nelle modalità indicate dal giudice. Le prestazioni, inoltre, non dovranno sottrarre posti di lavoro esistenti». A carico del municipio, inoltre, ci saranno le spese assicurative degli interessati contro gli infortuni nonché quelle per la responsabilità civile contro terzi. Donatella Ramorino, assessore alle politiche sociali, commenta: «Con questo accordo diamo finalmente la possibilità ai cittadini che hanno violato la legge di riparare ai loro errori. E consentiamo agli stessi di aiutare attraverso le loro prestazioni l'intera comunità». •

Fabio Tomelleri
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