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28.03.2018

La maggioranza si spacca a metà sui lavori pubblici

Clara Scapin
Clara Scapin

Maggioranza spaccata sulle opere pubbliche da realizzare nel centro di Legnago e nelle frazioni. Il Gruppo misto, composto dai quattro consiglieri «dissidenti» fuoriusciti nel 2015 dal Partito democratico ed entrati a far parte, assieme al vicesindaco Simone Pernechele, nell'associazione politico-culturale «Red-Azione», durante l'ultimo consiglio comunale è infatti tornato a fare la voce grossa nei confronti del sindaco Clara Scapin e del resto del centrosinistra. Riaprendo così, a poco più di un anno dalle amministrative del 2019 che rinnoveranno i vertici del municipio, una spaccatura che sembrava essere stata sanata un anno fa. Vale a dire quando venne sancito l'accordo politico tra i «dissenzienti» ed il primo cittadino, volto ad ottenere un «cambio di passo sui programmi amministrativi sino a fine mandato». La frattura tra i «ribelli» ed il resto della compagine che sostiene Scapin si è consumata sul varo del piano degli interventi pubblici previsti nel prossimo triennio, per un importo complessivo di 9,6 milioni di euro. In particolare, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'inserimento nell'elenco in questione, e la conseguente stesura avviata dalla Giunta nei giorni scorsi, di due progetti relativi alla frazione di Casette. Ovvero la strada di collegamento tra il rione di destra Adige e via Giudici, per un costo di un milione di euro, e la nuova piazza del quartiere, che comporterà un investimento di altri 250mila euro. Entrambi gli interventi, pur essendo previsti nel corso del 2018, difficilmente verranno realizzati in tempi brevi, visto che l'esecutivo ne ha stabilito la copertura attraverso il programma delle alienazioni dei beni comunali. Il quale, sulla carta, dovrebbe garantire a Palazzo de' Stefani risorse per 4,4 milioni di euro nel giro di tre anni. Ma che di fatto, complice la crisi economica che ha bloccato il mercato delle vendite immobiliari, nell'ultimo anno ha assicurato al municipio appena 141mila euro, ricavati dalla vendita di una parte di Corte Fregno, a Vangadizza. Contro «la politica degli annnci che non condividiamo», si è quindi scagliato Luca Dalla Vecchia, portavoce del Gruppo misto. Il consigliere ha puntualizzato: «Da mesi chiediamo un dialogo con il resto della coalizione, ma verso di noi c'è un atteggiamento di netta chiusura. Pertanto non bloccheremo questo provvedimento, bensì responsabilmente, due di noi (lo stesso Dalla Vecchia e Giovanni Mascolo, ndr) si asterranno ed altri due (Diletta Marconcin e Barbara Ottoboni) voteranno a favore». Il consigliere ha poi aggiunto: «Concluderemo questo cammino amministrativo valutando, di volta in volta, ogni singolo provvedimento». Fuori dall'aula, a bocce ferme, il vicesindaco Pernechele ha rimarcato: «Dobbiamo prendere atto che abbiamo un'idea di amministrare la città completamente diversa da quella del sindaco e del resto dello schieramento di cui facciamo parte, poiché secondo noi si deve prioritariamente contrastare il declino della città». «Se tra di noi ci sono state difficoltà», ha osservato invece Diego Porfido, di Uniti per Legnago, «sono figlie degli ultimi quattro anni. I problemi, come ben sappiano, sono sorti il giorno successivo alla vittoria delle amministrative del 2014». Il sindaco Scapin, a Consiglio ormai concluso, ha cercato di gettare acqua sul fuoco. «Gli interventi riguardanti Casette», ha evidenziato il primo cittadino, «nascono da esigenze espresse direttamente dai cittadini e dai commercianti della frazione, non certo dalla volontà di metterci in mostra. I due progetti sono già stati commissionati in quanto inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche. Se, nel frattempo, dovessero spuntare i soldi per queste infrastrutture, concorderemo il da farsi anche con il Gruppo misto». Sul parziale «smarcamento» dei «dissidenti» dal resto del centrosinistra, Scapin ha spiegato: «È una questione politica. Se questi consiglieri vogliono differenziarsi mi sta bene, la considererò una diversità di vedute nell'ambito di una maggioranza che tuttavia continua ad esserci». «La loro posizione divergente non metterà in crisi la coalizione», ha assicurato il primo cittadino. La minoranza, infine, presente a ranghi ridotti con il forzista Loris Bisighin e Roberto Danieli di Centrodestra Legnago, ha bocciato il programma dei lavori pubblici «perché il collegamento di Casette desta forti perplessità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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