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29.09.2018

La crisi fa impennare gli sfratti Cento casi dall’inizio dell’anno

Famiglia sfrattata lo scorso anno a Terranegra
Famiglia sfrattata lo scorso anno a Terranegra

Impennata di sfratti a Legnago: Il Comune corre ai ripari, ma slitta l'avvio del progetto di «housing sociale». Nonostante i primi segnali di ripresa, la crisi economica continua a far sentire i propri effetti sulle famiglie che vivono in città in case affittate o di proprietà. Dall'inizio dell'anno ad oggi, secondo i dati rilevati dal municipio, gli sfratti e le esecuzioni immobiliari eseguiti dal Tribunale di Verona nei confronti di altrettanti inquilini o proprietari legnaghesi morosi hanno superato quota 100. Ciò significa che si è registrato un incremento di oltre 30 casi rispetto a due anni fa, quando i procedimenti esecutivi avviati tra capoluogo e frazioni nei confronti di inquilini morosi erano stati una settantina. «Per il prossimo mese di ottobre», evidenzia Elena Zanetti, consigliere delegato all'Emergenza abitativa, «in città saranno previsti 20 sfratti per morosità». Riguardo alle famiglie che rischiano di rimanere senza un tetto sopra la testa Zanetti puntualizza: «Le esecuzioni che interessano il pignoramento di immobili sono le più facili da gestire, poiché da quando viene nominato un custode fino all'aggiudicazione all'asta dell'alloggio passano diversi mesi, durante i quali possiamo trovare una sistemazione alternativa per gli sfrattati». Per quel che concerne invece i procedimenti per morosità, il Comune ha margini di tempo più ristretti. Più della metà degli sfrattati, pari al 55 per cento, è costituito da famiglie italiane, in cui i componenti rimangono spesso senza lavoro o hanno difficoltà economiche. In questo caso, il municipio, anche ricorrendo alla collaborazione dei privati, riesce a trovare una collocazione alternativa. «Gli stranieri costituiscono l'altro 45 per cento», prosegue Zanetti, «e in questo caso è più difficile, per l'ente locale, trovare alloggi alternativi. Così la maggior parte di queste persone si ingegna ad abitare da parenti o altri connazionali, in una sorta di co-housing». Il 10 per cento degli sfratti, poi, riguarda casi di genitori separati, tutti italiani, e tra questi parecchi uomini, che non hanno le risorse per pagare l'affitto e, allo stesso tempo, gli assegni di mantenimento dei figli piccoli. Anche per questi casi, il municipio, quando viene interpellato, riesce a trovare una soluzione. «Dall'inizio dell'anno», rimarca Zanetti, «abbiamo seguito le problematiche di 37 famiglie, di cui 15 di origine italiana a cui sono stati trovate altrettante abitazioni alternative con l'intermediazione del Comune». Il consigliere spiega: «I nuclei, di fronte alle prime difficoltà economiche, possono rivolgersi a noi, poiché possiamo tentare di trattare il problema con i proprietari degli alloggi, evitando così il ricorso alle vie legali». Di fronte all'emergenza casa la Giunta del sindaco Clara Scapin, due anni fa, aveva siglato con un'immobiliare un accordo per la locazione di 58 alloggi a canone calmierato a giovani coppie, famiglie monoreddito ed anziani, nei sei condomini del piano particolareggiato «Riello Porto». Tale operazione, tuttavia, non è ancora decollata. «Purtroppo», rivela Zanetti, «tale convenzione non è potuta diventare operativa per un problema burocratico legato al fallimento che aveva interessato gli immobili prima dell'acquisizione da parte della nuova proprietà». Infine, il consigliere delegato all’emergenza abitativa, «annuncia anche una stretta contro le occupazioni non autorizzate di case momentaneamente chiuse. «Stiamo effettuano un censimento degli stabili abbandonati che sono sfruttati come alloggi di fortuna», conclude Zanetti, «tutto ciò con il duplice scopo di monitorare il territorio e garantire la sicurezza a tutta la comunità, visto che si tratta pur sempre di occupazioni abusive». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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