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20.01.2019

L’ostello ospiterà donne fragili e maltrattate

L’ostello «Adige» di San Pietro accoglierà vittime di violenze
L’ostello «Adige» di San Pietro accoglierà vittime di violenze

Da punto di sosta e pernottamento di giovani e turisti a rifugio per le donne in condizioni di povertà e marginalità sociale, comprese quelle maltrattate da mariti e compagni. Dopo 12 anni, l'ostello comunale «Adige», a San Pietro di Legnago, ha ampliato le proprie attività nel settore sociale, puntando ad accogliere le donne in condizioni di fragilità relazionale, socio-economica ed abitativa. Nei giorni scorsi, infatti, è decollato nel fabbricato municipale di via Batorcolo il «Progetto Gemma», promosso dalla cooperativa Aretè in collaborazione con vari enti locali. La cooperativa, lo scorso novembre, dopo un lungo periodo di comodato gratuito, ha ottenuto da Palazzo de' Stefani il permesso di continuare a gestire la struttura per nove anni, dietro il versamento di un canone mensile di 980 euro. Proprio la stipula del nuovo contratto di locazione ha spinto i responsabili del sodalizio presieduto da Biagio Pedrina a diversificare le prestazioni offerte dall'ostello. Pertanto, accanto ai progetti già da tempo consolidati riguardanti l'emergenza abitativa e l'«housing sociale», rivolti a famiglie e a singoli residenti nel territorio in condizioni di difficoltà per varie cause, è stato attivato il nuovo servizio di accoglienza residenziale destinato alle donne fragili. Tutto ciò, tenendo conto anche del numero sempre più elevato di giovani, fidanzate e mogli, che in tutta la Bassa si rivolgono alle autorità o alle strutture proposte, denunciando maltrattamenti da parte di compagni di vita, mariti o altri familiari. Senza tralasciare conoscenti, colleghi o datori di lavoro. Ne sono la prova le oltre 40 richieste di aiuto raccolte lo scorso anno dallo sportello «Legnago donna», attivato dal Comune con il supporto della Regione per seguire e aiutare le vittime femminili di soprusi. Il progetto «Gemma» deriva il proprio nome da Gemma Gentili, la prima donna a rivestire in città il ruolo di assessore comunale: nel 1946 aveva ottenuto la delega all'Istruzione. All'interno dell'ostello, dunque, 10 dei 24 posti di cui la struttura è dotata, saranno riservati proprio all'utenza femminile, proseguendo quindi quella vocazione sociale che ha contraddistinto l'ostello Adige fin dalla sua apertura. Ad occuparsi di questo servizio, che ha preso il via nei giorni scorsi con l'arrivo della prima ospite, ci penserà l'équipe di esperti che già seguono le altre attività della struttura, composta da sei educatori professionali, una psicologa e un'assistente sociale. «La nostra idea», evidenzia Riccardo Pavan, responsabile dei servizi di Aretè, «è quelal di offrire un posto, tra i vari casi presi in carico, pure a quelle donne che hanno subito maltrattamenti. A tal riguardo, abbiamo sfruttato l'esperienza acquisita negli ultimi tre anni attraverso l'accoglienza concessa ad otto ragazze africane, fuggite da situazioni di grave violazione dei loro diritti e che erano in attesa del riconoscimento dello status di rifugiate. Tale attività si è conclusa lo scorso 31 dicembre». Sul progetto per la salvaguardia delle donne fragili, Pavan rimarca: «Il nostro obiettivo è promuovere una cultura dell'accoglienza nel senso più ampio di protezione della donna, estendendo l'attività alla tutela dell'infanzia ed al sostegno dei genitori. Tutto ciò avverrà in rete con i servizi istituzionali e del privato sociale». Un altro aspetto innovativo del progetto sarà costituito da un servizio terapeutico, effettuato in collaborazione con un centro specializzato del territorio, rivolto agli uomini autori di violenze ed altre forme di maltrattamento nei confronti delle loro compagne di vita. Il responsabile conclude: «Continueremo ad aiutare le persone in difficoltà allo scopo di migliorare le proprie condizioni di vita, favorendo la formazione di un contesto abitativo sociale e dignitoso». L'ostello, infine, continuerà a fornire, a prezzi calmierati, servizi di vitto, alloggio e pronta accoglienza, oltre a programmare interventi di protezione, cura ed educazione a favore di minori. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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