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30.01.2015

Il leghista Cenci chiude con la politica Lucio Chiavegato aspirante presidente

Vittorino Cenci
Vittorino Cenci

La Bassa «perde» un consigliere ma «acquista» un aspirante governatore. Anche se al momento non è stata ancora stabilita con precisione la data delle elezione – si continua a parlare del 17 maggio anche se continuano ad esserci pressioni per uno slittamento alla domenica successiva – regionali hanno già iniziato a far emergere rilevanti novità nella politica della pianura.
Una di queste è che questa volta non sarà della partita il consigliere uscente leghista Vittorino Cenci. Il quasi 62enne caposala in pensione di Bonavigo ha infatti deciso di mollare il colpo. Entrato in Consiglio nel giugno del 2007 al posto di Flavio Tosi, che era diventato sindaco di Verona, Cenci è stato rieletto nel 2010, ottenendo quasi 7.000 preferenze. Poi, però, i suoi rapporti con il partito hanno iniziato progressivamente a deteriorarsi, tanto che lui stesso afferma che nell'ultimo periodo non ha più fatto politica sul territorio sentendosi quasi un pesce fuor d'acqua. «Alla Lega io devo molto, visto che mi ha permesso di fare un'esperienza eccezionale, e continuerò a darle il mio voto, anche perché non trovo alternative valide, però da qualche tempo non mi ci ritrovo più. Non sono d'accordo né con la linea di Flavio Tosi in Veneto né con la svolta a destra di Salvini. Per cui, senza comunque nessuna polemica, ritengo che la mia esperienza sia conclusa. Adesso mi occuperò di altro e farò una seria riflessione prima di rinnovare la tessera del Carroccio». D'altro canto non è ancora stato deciso se l'altro rappresentante della Bassa in Regione, Franco Bonfante del Pd, potrà o meno tornare a mettersi in gioco.
Il suo partito impone infatti il tetto dei due mandati ma lui ha chiesto che venga concessa a suo favore una proroga. Una domanda che il vicepresidente uscente del Consiglio ha fatto forte di una serie di argomentazioni – tali deroghe non sono poi così rare, anche se a lui già era stato detto di no quando aveva provato a candidarsi alle Politiche, e stando ad un sondaggio sarebbe in grado di attrarre voti anche da aree politiche diverse dalla sua venendo percepito come un rappresentante del territorio – ed alla quale dovrebbe essere data risposta verso la metà di febbraio. Nel caso in cui Bonfante dovesse tornare al lavoro di segretario comunale, il candidato del Pd potrebbe essere l'ex sindaco di Legnago Silvio Gandini.
Una certezza, per ora l'unica, è invece targata Cinque Stelle. L'unico rappresentante della Bassa nella lista veronese del movimento di Beppe Grillo sarà Manuel Brusco: il 29enne urbanista di Bovolone, che sinora non ha mai ricoperto incarichi pubblici ma che, dopo tre anni da attivista, si è guadagnato la candidatura arrivando quarto, primo fra i maschi, alle regionarie. Ossia le primarie online dei pentastellati. Da Bovolone, d'altro canto, potrebbe arrivare anche un candidato a presidente del Veneto. Si tratta di Lucio Chiavegato, imprenditore molto noto per la sua attività con la Life ed il movimento 9 dicembre. Chiavegato ha messo in piedi una forza che porta il suo nome e che sta lavorando alla creazione di un'unione delle varie anime dell'indipendentismo ed autonomismo veneto. «In questi giorni», spiega, «dovremmo chiudere l'accordo, che probabilmente non prevederà alleanze, e mettere a punto la creazione di una lista di cui potrei essere io il capofila». Tutto ancora da capire in casa Lega, anche se sono due i nomi dei «bassaioli» papabili alla candidatura. Uno è quello di Marco Ambrosini, tosiano ex vicepresidente provinciale di Casaleone, che è sostenuto da buona parte delle sezioni comunali della Bassa. L'altro è quello di Alessandro Montagnoli, ex sindaco di Oppeano ed ex deputato che a sua volta ha uno stretto legame con il territorio e che fa parte dell'area di Matteo Salvini. Non è un mistero, invece, che per il raggruppamento che comprende Ncd, Udc e Scelta civica, quello che adesso si chiama Area popolare, è probabile la candidatura del sindaco di Pressana, e segretario provinciale dell'Unione di Centro, Stefano Marzotto. Infine, si era parlato anche di una presenza nella lista di Forza Italia, qualcuno addirittura dice in quella targata Zaia, del primo cittadino di Cerea e presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss 21 Paolo Marconcini. Lui però nega. «Io non ho cercato nessuno e nessuno ha cercato me», afferma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Fiorin
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