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23.06.2018

Il Duomo riscopre i suoi evangelisti Restaurate le tele

Una delle quattro tele appena  restaurate DIENNEFOTO
Una delle quattro tele appena restaurate DIENNEFOTO

Il Duomo di Legnago riscopre i suoi Evangelisti. Grazie ad una certosina opera di restauro, realizzata con il contributo del «Club Inner Wheel» legnaghese, le quattro tele della fine del Seicento raffiguranti i Santi Matteo, Marco, Luca e Giovanni – attribuite al pittore veronese Giuseppe Lonardi, detto Zangara, e conservate finora in sacrestia - non solo sono tornate a nuova vita. Ma potranno godere anche di una nuova collocazione, all’interno del tempio, più consona e soprattutto più godibile da parte dei fedeli. L’annuncio è arrivato, davanti al vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, tornato a Legnago per presiedere la messa solenne in occasione dell’annuale festa del Duomo, dal parroco, don Diego Righetti. Il quale, proprio per condividere l’evento con tutti i presenti, ha voluto mostrare all’assemblea le quattro tele restaurate preannunciando appunto il loro futuro posizionamento in chiesa. A farsi carico dell’intervento di restauro, iniziato lo scorso febbraio e terminato una quindicina di giorni fa, è stato appunto il «Club Inner Wheel», sodalizio che già in passato aveva sovvenzionato il recupero di altre tre opere d’arte del Duomo. «Ogni anno», spiega Francesca Turetta, segretaria dell’Inner Wheel di Legnago, «organizziamo una cena con raccolta fondi da destinare poi ad una finalità precisa. La scelta, per il 2017-’18 è ricaduta su queste quattro tele, davvero pregevoli, che abbiamo ritenuto giusto tornassero al loro originale splendore». Gli Evangelisti, dipinti con la tecnica dell’olio su tela, sono considerati appunto opera di Lonardi detto Zangara: un artista, nato a Verona nel 1661, che dopo gli esordi come pittore paesaggista iniziò a collaborare con il più noto Simone Brentana, arrivato nella città scaligera nel 1686. Ad attribuire gli Evangelisti di Legnago a Lonardi è il professor Sergio Marinelli, uno dei massimi esperti di pittura veneta. Il quale, in una scheda del volume «La pittura veronese nell’età barocca» - uscito nel maggio 2017 e curato dallo stesso Marinelli, insieme a Luca Fabbri e Fabrizio Magagni - li cita appunto tra le opere riconducibili a questo pittore, ricordando anche altre sue collaborazioni, legate soprattutto a Brentana. Lo Zangara fu attivo fino al 1715, quando, rimasto vedovo, entrò nell’ordine dei Filippini, sempre a Verona. Qui continuò a dedicarsi a qualche piccola opera fino al 1729, anno della sua morte. Il restauro delle quattro tele del Duomo, che misurano 95 centimetri per 80, è stato eseguito da Flavia Maria Benato, restauratrice di Verona certificata per gli interventi su manufatti vincolati dalle Soprintendenze ai beni architettonici e storico-artistici. L’intervento si è concentrato in modo particolare su un’operazione di pulizia sia delle tele sia delle cornici in legno scolpito con foglie e frutta. «Lo stato di conservazione delle opere», spiega Benato, «era buono anche se non erano mai state restaurate nelle superfici pittoriche. In un precedente intervento si era infatti provveduto semplicemente ad inserire una foderatura sul retro come rinforzo». La parrocchia è orientata ad appendere le tele nella zona presbiteriale, ai due lati dell’altare maggiore. La data non è stata fissata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elisabetta Papa
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