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28.12.2018

I vigili del fuoco salutano il capo del distaccamento

Antonio Brancaglion capodistaccamento dei vigili del fuoco DIENNE
Antonio Brancaglion capodistaccamento dei vigili del fuoco DIENNE

Dopo 35 anni di servizio appenderà l'elmetto al chiodo. Antonio Brancaglion, 58enne capodistaccamento della caserma dei vigili del fuoco di San Pietro di Legnago, oggi svolgerà l'ultimo turno della sua carriera, prima della meritata pensione. Brancaglion, originario di Lendinara (Rovigo), ha coltivato fin da giovane la vocazione per soccorrere le persone e spegnere gli incendi. Tanto che nel 1979 ha prestato il servizio di leva come ausiliario proprio nei pompieri, a Rovigo. Quindi, il primo marzo 1983 è entrato nei vigili del fuoco in forma permanente, frequentando la Scuola centrale antincendi (Sca) di Roma. Brancaglion ha pure contagiato con la sua passione il fratello 51enne Daniele, anch'egli pompiere. Il 13 giugno 1983, il capodistaccamento è approdato a Legnago, nella caserma allora attiva in viale dei Tigli. «Il vecchio presidio», ricorda Brancaglion, «era poco più di un'abitazione, ormai inadatta ad ospitare i vigili del fuoco». Una delle battaglie in cui Brancaglion fu impegnato in prima persona fu proprio quella relativa allo sblocco della realizzazione dell'attuale caserma nella zona industriale di San Pietro. «La costruzione dello stabile era stata avviata nei primi anni Ottanta», prosegue Brancaglion, «ma i cantieri si erano poi bloccati. Grazie al supporto alla nostra causa garantitoci dalla giornalista Alessandra Vaccari e dell'allora vicesindaco Gabriella Zanferrari, riuscimmo a far ripartire i lavori e, nel 1990, fui incaricato dal Comando provinciale di seguire la conclusione dei cantieri». La nuova caserma è così entrata in funzione il 28 ottobre 1991. Nel 2007, Brancaglion è stato nominato alla guida del distaccamento, da cui oggi dipendono 34 pompieri che svolgono oltre 700 interventi all’anno. Con i vigili del fuoco di Legnago e Verona, Brancaglion ha partecipato ai soccorsi post-alluvione in Piemonte del 1994, così come ha fatto parte delle spedizioni successive ai terremoti de L'Aquila, nel 2009, e dell'Emilia Romagna nel 2012. Tra i riconoscimenti che stanno più a cuore al capodistaccamento vi sono le chiavi della città, che l'ex sindaco Roberto Rettondini ha consegnato nel 2011 al presidio. Oltre all’attestato di merito, ricevuto sempre nel 2011, per il salvataggio di una donna che stava annegando. •

F.T.
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