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24.06.2018

Grison: «La caserma dei carabinieri aprirà a settembre»

Molti cittadini si sono avvicinati al camper de L’Arena a Negrar
Molti cittadini si sono avvicinati al camper de L’Arena a Negrar

«Potremo inaugurare la caserma dei carabinieri a Negrar entro il mese di settembre». Il sindaco Roberto Grison cala l’asso di briscola per zittire i cittadini che avanzavano non pochi dubbi sull’andamento dei lavori nello stabile in pieno centro a Negrar. E annuncia con una certa soddisfazione che l’inaugurazione si svolgerà nel giro di tre mesi e così il paese potrà tornare ad indossare i colori dell’Arma a distanza di quasi sei anni da quando la caserma fu chiusa. Era il 15 ottobre 2012 quando sono iniziati i lavori nello stabile in via Mazzini. All’epoca il sindaco era Giorgio Dal Negro e il comandante dei carabinieri, era il colonnello Paolo Edera. Ora ci si avvicina alla chiusura del cantiere con l’amministrazione di Roberto Grison. La conferma è arrivata ieri dai due operai presenti nello stabile di via Mazzini mentre stavano ultimando gli ultimi ritocchi. «Ancora due o tre giorni e poi chiudiamo», ha fatto sapere uno degli operai. Poi toccherà all’immancabile trafila burocratica (agibilità, controllo dei sistemi di sicurezza etc) prima di rivedere auto e militari dell’Arma di nuovo nella palazzina a due piani in via Mazzini. Un bel sospiro di sollievo per i residenti di Negrar anche se, a dire il vero, ieri pochissimi tra gli interpellati da L’Arena ha lamentato l’assenza di controlli e di presenza dei militari e, più in sintesi, un problema di sicurezza. «Incrocio una pattuglia dei carabinieri tutte le mattine alle quattro quando scendo da casa per andare a lavorare nel mio negozio di ortofrutta», afferma Romana Turri, vittima un anno fa di una «visita» di banditi nella sua casa, con i figli presenti nell’abitazione di Negrar. «Non li hanno più scovati» fa sapere ancora la titolare del negozio. Un’altra cliente presente nel negozio di verdure, invece, sottolinea con soddisfazione: «Abito a San Peretto: è un’isola felice. Non ho mai sentito di furti o rapine. La presenza dei carabinieri sul territorio è costante, ci sentiamo protetti». Chi, invece, ritiene necessario la riapertura della caserma a Negrar, sono le titolari del negozio di casalinghi «Banterle», Federica e la madre Rita Campagnola: «Non è solo per una questione di sicurezza», dicono le due donne, «ma anche per le nostre necessità burocratiche». Le due titolari devono recarsi dai carabinieri a volte per presentare documentazione e «non sempre», dicono, «in via Francia l’ufficio dell’ Arma sistemato nella sezione staccata del Comune è aperto». Ma c’è anche chi ieri al camper de L’Arena ha parlato in merito alla caserma dei carabinieri di «soldi pubblici sprecati», «di «ritardi ingiustificati», adombrando a qualche oscura manovra politica per il ritardo dei lavori. È lo stesso sindaco a sgomberare il campo da equivoci e illazioni. «Non vorrei parlare male delle altre amministrazioni», replica il sindaco, «ma noi abbiamo fatto quanto era in nostro potere tra imprevisti e ritardi». L’ultimo evento inatteso è stata la scoperta di una cisterna di gasolio, sistemata all’ingresso dello stabile di via Mazzini e utilizzata per riscaldare la palazzina a due piani . «Siamo stati costretti a toglierla e a bonificare tutta l’area per una spesa vicina ai ventimila euro», rivela il primo cittadino. In tutto, il nuovo stabile destinato all’Arma è costato 600.000 euro di cui 240 mila sono arrivati dalla Regione. «In quattro anni», afferma Grison, «abbiamo trovato i fondi necessari e abbiamo risolto gli imprevisti con ulteriori spese, scovando le risorse tra le pieghe del bilancio». Tutti motivi di soddisfazione e di orgoglio per il sindaco anche perchè «il comando dell’Arma ha apprezzato la nostra scelta di aver voluto mantenere la caserma in centro. Molti Comuni, invece, hanno scelto di creare stabili ex novo e trasferire la sede dei militari dell’Arma ai confini del paese, creando disagi anche ai cittadini». •

Giampaolo Chavan
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