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30.03.2018

«Giura che mi lascerai la casa» Era il chiodo fisso della badante

I carabinieri di Legnago che hanno denunciato la badante
I carabinieri di Legnago che hanno denunciato la badante

«Giurami davanti alla Madonna che mi lascerai la casa». Sarebbe stata questa precisa intimazione, formulata senza tanti giri di parole dalla badante italiana che l’assisteva da circa due mesi, che ha insospettito Maria (il nome è di fantasia a tutela della vittima, ndr), la pensionata di Legnago alla quale la 47enne, denunciata questa settimana dai carabinieri, avrebbe ripulito i conti correnti arrivando a prelevare quasi 32mila euro dopo averle sottratto il bancomat. Al punto da farle aprire gli occhi su B.C., la collaboratrice di San Pietro che dal 23 settembre del 2017 la seguiva nelle faccende domestiche e burocratiche, con un affetto e delle premure quasi esagerate. Senza tra l’altro pretendere mai nulla in cambio. Quello strano invito, suonato come un ordine il 20 novembre dello scorso anno tra i banchi della chiesetta dell’Assunta, fece infatti mangiare la foglia alla malcapitata 68enne che, dopo la morte del fratello avvenuta nel 2016, è rimasta a vivere da sola in una villetta del centro. Così l’anziana, che al di là di qualche problema di deambulazione è perfettamente lucida, a distanza di qualche giorno segnalò quel singolare episodio ad una cugina e ad Elena Zanetti, consigliere comunale delegata all’Emergenza abitativa, sua amica di lunga data, che le aveva presentato la badante. La 47enne si era rivolta a lei, che opera nel sociale, perché l’aiutasse a trovare un’occupazione per arrotondare le entrate. «Verso la fine dello scorso novembre», riferisce ancora costernata Zanetti, «Maria mi chiamò tutta spaventata riferendomi la vergognosa richiesta che le aveva fatto la badante. Mentre era inginocchiata davanti alla Madonna dell’Assunta di corso della Vittoria, alla quale è molto devota, B.C. si fece promettere che le avrebbe intestato la casa fino a quando non sarebbero andate dal notaio». Ma quella non fu l’unica sorprendente rivelazione che la 68enne, ormai allarmata, fece all’amica e alla cugina. Maria raccontò anche che la collaboratrice, trascorso qualche giorno dalla visita in chiesa, le mostrò una lettera che asseriva essere stata scritta di pugno dal fratello dell’anziana. Un foglio contenente a suo dire le ultime volontà del congiunto, che sosteneva di aver conosciuto anni prima e che indicava alla sorella di consegnare proprio alla badante i risparmi lasciati in eredità, vale a dire 100mila euro. Maria non riconobbe però la calligrafia e la firma del fratello. E in cuor suo crebbe ulteriormente l’ansia per quelle situazioni anomale che le stavano capitando. Anche perché - sempre in base alla denuncia presentata in seguito dalla pensionata assistita dall’avvocato Stefano Giuseppe Gomiero - B.C. non perdeva occasione per spronarla a rilasciarle la delega in banca. La 68enne, molto titubante al riguardo, dopo essersi consultata con la dipendente dell’istituto di credito di cui è cliente, non assecondò però le pressioni della 47enne. E chiese aiuto. «Tutto ciò», confida Zanetti, «era troppo e con la cugina di Maria decidemmo perciò di intervenire subito prima che la situazione degenerasse. E B.C. fu così allontanata». Dopodiché il consigliere e la parente dell’anziana controllarono ogni documento e svolsero verifiche sia in banca che in Posta. E fu allora che venne alla luce una sconcertante verità: i conti della pensionata erano stati infatti svuotati con una raffica di prelievi al bancomat. Oltre 30mila euro, che la 47enne avrebbe speso al supermercato e in acquisti futili in svariati negozi della Bassa. A quel punto, la 68enne si rivolse con il suo legale ai carabinieri che avviarono le indagini. Arrivando questa settimana a denunciare la badante per furto aggravato, circonvenzione d’incapace, falsificazione di titoli, ricettazione ed uso indebito di carte di pagamento. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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