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30.12.2018

Gioco d’azzardo, stop a slot e mini casinò

Uno scommettitore gioca alla slot machine
Uno scommettitore gioca alla slot machine

Stop alle aperture di nuovi «mini-casinò» a Legnago e in tutte le nove frazioni della città. Il Comune ha deciso infatti di imprimere un'ulteriore stretta sul gioco d'azzardo nel capoluogo della Bassa, varando nuove norme volte a limitare al massimo l'insediamento di sale slot oltre alle 14 già attive e ai numerosi circoli, bar e ristoranti dotati di macchinette «mangia-soldi», tra cui videopoker e simili. Nell'ultima seduta consiliare, a maggioranza, il regolamento urbanistico collegato al Piano degli interventi è stato adeguato alle nuove disposizioni emanate dalla Regione tra il 2015 ed il 2016 proprio per contrastare la diffusione sul territorio di strutture, sia isolate che annesse ad esercizi pubblici, contenenti apparecchiature che consentono vincite in denaro. L'assemblea, così, ha ampliato le restrizioni alle nuove licenze per sale scommesse dettate dall'apposito prontuario approvato nel 2012 dal consiglio comunale su proposta della Giunta guidata all’epoca dal leghista Roberto Rettondini. Se, fino ad oggi, le sale slot e videolottery erano ammesse anche negli abitati, purché collocate a debita distanza da luoghi cosiddetti «sensibili» come scuole, parrocchie, caserme, impianti sportivi, ospedali ed altre strutture di cura, grazie alle nuove regole anti-slot queste attività commerciali saranno del tutto escluse dai centri urbani in cui è suddivisa la città. I «mini-casinò», pertanto, non potranno proliferare né nel capoluogo né in alcuna delle nove frazioni legnaghesi, che sono state quindi ricomprese nel perimetro dell'area urbana. In pratica, saranno eliminate tutte le precedenti «scappatoie» per aprire tali strutture, tranne una. «Le sale dotate di apparecchi da gioco ed intrattenimento con premi in denaro», precisano i tecnici municipali nel nuovo regolamento, «saranno consentite unicamente nelle zone D (produttive, ndr) esterne al centro urbano». Di fatto, l'unica area idonea per le nuove licenze di questo tipo sarà l'area industriale-artigianale di San Pietro: anche in questo caso vi saranno delle restrizioni, visto che i «mini-casinò» dovranno comunque rispettare la distanza di 500 metri dalla nuova caserma dei carabinieri, aperta nel 2017 in viale Europa a fianco del presidio dei vigili del fuoco, considerata un sito «sensibile». L'apertura delle sale slot sarà quindi vietata nel perimetro compreso tra il presidio dell'Arma e via del Commercio ad ovest, via Pilade Riello a nord, via Corrubbio a est e via Moratello a sud. Pertanto, per le nuove sale giochi, rimarrà a disposizione soltanto la parte ovest della zona produttiva della frazione, peraltro già satura di attività industriali e commerciali. I nuovi limiti urbanistici si aggiungono alle altre misure messe in campo in questi anni da Palazzo de' Stefani per contrastare in città la proliferazione di attività che si basano sul gioco d'azzardo. Alimentando perciò una piaga di cui fanno le spese sempre più persone (vedi articolo a lato) dai pensionate alle casalinghe passando per gli operai e i professionisti. Al primo regolamento sulle distanze varato nel 2012 dalla Giunta Rettondini, l'attuale esecutivo di centrosinistra, guidato dal sindaco Clara Scapin, ha affiancato, nel 2016, un'ordinanza che limita ad otto ore al giorno l'accensione delle macchinette che erogano vincite in denaro. «Attraverso le nuove restrizioni urbanistiche», evidenzia Claudio Marconi, assessore all'Urbanistica, «faremo in modo che Legnago diventi una città dove il contrasto al gioco d'azzardo sia al massimo livello. Come amministrazione, pertanto, abbiamo ampliato notevolmente le aree del territorio comunale dove non si potranno insediare attività di questo tipo, contribuendo a far sì che si riducano le possibilità di accesso delle persone a slot e videolottery, poiché, nonostante i provvedimenti restrittivi nel settore presi pure a livello statale, il numero di giocatori, sia residenti a Legnago che provenienti dai centri limitrofi, è sempre più elevato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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