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03.07.2018

«Enzo amava la moto ma è stata la sua condanna»

L’idraulico  Enzo Panziera vittima di un incidente in moto
L’idraulico Enzo Panziera vittima di un incidente in moto

«Ogni volta che Enzo voleva uscire in moto gli dicevo di stare a casa, perché temevo che potesse fare una brutta fine. E purtroppo è stata la sua condanna». Il giorno dopo la tragica uscita di strada - costata la vita domenica mattina al 59enne Enzo Panziera di Terranegra di Legnago, mentre percorreva, in sella alla sua moto Bmw gialla, la statale 12 a Ceraino di Dolcè - Lauretta, la moglie del centauro, non riesce a darsi pace. «Avevamo chiesto che fosse effettuata l'autopsia sul corpo di mio marito poiché volevamo sapere cosa ha causato la morte di Enzo», prosegue in lacrime la donna, «ma non è stata autorizzata». Ieri mattina, amici e parenti dell'idraulico hanno fatto la spola nella villetta a due piani di via Malon, dove vive anche Davide, l'unico figlio della coppia, assieme alla moglie e alle due nipotine. «Enzo non fumava né beveva», rimarca la signora Lauretta, «e durante le tantissime escursioni in moto che aveva fatto non aveva mai riportato alcun incidente, tranne una volta in cui si ruppe un piede dopo essere scivolato». Scooter e moto Bmw, di cui era un collezionista, erano la grande passione di Panziera. Il 59enne, lo scorso marzo, aveva presentato la domanda per andare in pensione. «Nei prossimi giorni», rivela affranta la moglie, «Enzo voleva accertarsi con gli uffici competenti perché la sua pratica non era stata ancora evasa. Lavorava tantissimo ed era molto richiesto dai suoi clienti». Non appena aveva un momento libero, il 59enne di Terranegra ne approfittava per salire in moto, visto che apparteneva a molti gruppi di amanti delle due ruote. «Il giro di domenica», riferisce la signora Lauretta, «era anche uno di quelli piuttosto brevi, visto che mio marito era in grado di percorrere anche 800 chilometri in un giorno solo. Aveva amici in Toscana e, di tanto in tanto, li andava a trovare. Era stato in varie parti del mondo, toccando, sempre in sella alle due ruote, pure il Perù e Capo Nord». Riguardo gli ultimi momenti di vita dell'idraulico, la moglie sa soltanto quello che ha riferito l'amico che si trovava sulla motocicletta che precedeva quella del centauro legnaghese. «Il suo compagno di viaggio», sottolinea la signora Panziera, «ha potuto soltanto scorgere dal retrovisore che Enzo, dietro di lui, non c'era più». Per la signora Lauretta, la scomparsa del marito, con cui si era sposata nel 1982 dopo sette anni di fidanzamento, «è stata un duro colpo al cuore». Eppure, la donna ammette che non c'era verso di far desistere il coniuge da quelle escursioni. «Io», spiega la donna, «l'avevo seguito qualche volta, fino a 15 anni fa, in alcuni raduni vespistici. Poi ho smesso, perché ho sempre avuto paura di questi mezzi». Per il 59enne, invece, le moto erano parte integrante della sua vita fin da quando era ragazzo. «Assieme al fratello Duccio», rivela la vedova, «Enzo aveva iniziato da ragazzo a collezionare moto Guzzi. La sua passione si era presto estesa agli scooter, soprattutto Vespe, ed alle moto di grossa cilindrata, queste ultime esclusivamente Bmw». «Enzo era una persona dal carattere forte», puntualizza la signora Lauretta, «capace di fare tutto, niente lo poteva fermare». «Papà ci voleva molto bene. Basta questo», aggiunge commosso il figlio Davide. «Enzo Panziera», ricorda Andrea Azzolini, presidente del Vespa Club di Legnago, «aveva guidato la nostra sezione come presidente dal 1999 al 2014, dando nuovo smalto al sodalizio, che da 36 soci in cui eravamo rimasti è salito agli attuali 700. Dopo la sua uscita dal direttivo, pur rimanendo tesserato, Panziera si è concentrato sulle Bmw. Ieri sera, i funerali dell’idraulico non erano ancora stati fissati in attesa del nulla osta del magistrato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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