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29.12.2017

Edilizia civile, boom di richieste Attesi 84 nuovi cantieri in città

Operaio edile mentre lavora alla costruzione di un tetto
Operaio edile mentre lavora alla costruzione di un tetto

Fabio Tomelleri Boom di richieste per aprire nuovi cantieri edilizi a Legnago. Il «Piano degli interventi», che sarà varato dal Consiglio comunale a gennaio, garantirà una boccata d’ossigeno al settore delle costruzioni il quale, negli ultimi anni, è stato uno dei comparti più penalizzati dalla crisi economica in città. Sono infatti 105 le richieste relative ad altrettanti interventi presentate negli ultimi mesi da privati all’ufficio tecnico di Palazzo de’ Stefani. La maggior parte delle domande verrà sbloccata con l’approvazione, da parte dell’assemblea civica, dal documento che rappresenta il la prima fase operativa del Piano di assetto del territorio (Pat), il progetto urbanistico che, mandando in soffitta il vecchio Piano regolatore, permetterà alla città di crescere, nei prossimi anni, di oltre 4.000 residenti, arrivando a quota 29.900 abitanti. Rispetto al passato, tuttavia, le ambizioni di chi acquista un terreno edificabile o intende trasformare uno stabile già esistente per creare nuovi alloggi, uffici o laboratori, si sono sensibilmente ridimensionate. Tanto che la stragrande maggioranza di richieste pervenute al protocollo municipale riguarda interventi di piccola o media consistenza. Le pratiche, che interessano tanto il capoluogo quanto le frazioni, riguardano soprattutto piccoli ampliamenti di edifici residenziali, modifiche di pertinenze, come garage annessi alle case, oppure variazioni di destinazione d’uso dei terreni, da agricoli ad edificabili o viceversa. Per questo motivo, i tecnici addetti alla redazione del Piano degli interventi hanno già espresso un parere positivo per oltre l’80 per cento delle istanze. Su un totale di 105, infatti, quelle ammesse con relative prescrizioni sono ben 84, mentre le restanti 19 sono state scartate dai funzionari per varie motivazioni, tra cui proprio l’incompatibilità delle destinazioni d’uso richieste con il nuovo Pat. «Alla scadenza dell’avviso pubblicato quest’anno per la presentazione di idee, proposte e progetti utili alla formazione del Piano degli interventi», scrivono i tecnici nel piano «Sblocca-cantieri», «erano pervenute ai nostri uffici 74 proposte, che si sono aggiunte alle 11 già recapitate in municipio nel periodo tra l’approvazione del Pat e la pubblicazione dell’avviso per l’invio delle richieste. A queste si sono sommate anche altre 20 domande, giunte oltre i termini che scadevano il 29 novembre. Queste istanze sono state tuttavia ritenute meritevoli di valutazione». Riguardo all’alta percentuale di pareri preventivi favorevoli espressi sulle varie pratiche, i redattori del Pat hanno spiegato: «Oltre l’80 per cento dei contributi è stato ritenuto meritevole di recepimento in quanto le proposte erano coerenti con gli obiettivi del Documento preliminare del Piano degli interventi. Oltre ad essere ovviamente compatibili con il Pat». Tra le istanze che hanno ottenuto un primo parere favorevole da parte dei tecnici di Palazzo de’ Stefani vi sono anche una richiesta di realizzare un’attività florovivaistica in città, con annessa parte per la vendita delle piante, oltre alla creazione di un «albergo per cani» nell’area dello storico «tiro a volo», oggi non più funzionante, dietro l’ospedale «Mater salutis». «Attraverso questo piano», evidenzia Claudio Marconi, assessore all’Urbanistica, «portiamo a termine un percorso volto alla riorganizzazione urbanistica della città avviato nel 2010. Dopo l’adozione, a gennaio, da parte del Consiglio, dovranno trascorrere 30 giorni per la pubblicazione del documento ed altri 30 per permettere le osservazioni. Per questo anche i cittadini che, in questa prima fase, hanno ottenuto un diniego alle loro istanze, potranno depositare, attraverso i loro tecnici, le loro motivazioni che verranno valutate dai nostri uffici prima dell’adozione definitiva, che potrà avvenire entro aprile 2018». •

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