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11.04.2018

Chiuso il ponte sul Bussè Disagi per auto e pedoni

La passerella a senso unico sul canale Bussè non è più a norma e i proprietari sono stati costretti a bloccare entrambi gli accessi DIENNEFOTO
La passerella a senso unico sul canale Bussè non è più a norma e i proprietari sono stati costretti a bloccare entrambi gli accessi DIENNEFOTO

Chiude la passerella sul Bussè a Legnago: disagi e proteste tra i cittadini. Il ponte metallico privato che da circa trent'anni unisce le due sponde del corso d'acqua, collegando via Lungo Bussè all'area commerciale di via Einaudi, d’ora in avanti non sarà più percorribile in auto, a piedi o in sella alle due ruote. I proprietari della struttura, lunga 35 metri e transitabile fino a qualche giorno fa a senso unico dal parco alla riva destra del canale, hanno infatti deciso di sbarrare entrambi gli accessi del ponte. Tutto ciò, per impedire il passaggio di veicoli e persone che esporrebbe i privati, in caso di incidente, a dover risarcire i danneggiati. Il ponte, difatti, non è più a norma per consentire la circolazione dei mezzi. Di fronte a questa decisione, di fatto, le centinaia di persone che frequentano la zona commerciale di destra Bussè, che ospita varie attività tra cui un supermercato ed una palestra, sono costrette ad allungare notevolmente il tragitto. E tra i più penalizzati vi sono gli anziani che risiedono nel centro cittadino. Pedoni e ciclisti che ora vogliono raggiungere via Einaudi da via Lungo Bussè, pertanto, tra andata e ritorno, sono costretti a percorrere oltre 700 metri in più, dovendo transitare per il trafficatissimo incrocio di Ponte Fior di Rosa prima di imboccare via Einaudi da via Mantova. Le cose non vanno meglio per chi si sposta in auto. Per i conducenti il viaggio si allunga infatti di oltre un chilometro, poiché, una volta superato Ponte Fior di Rosa, è impossibile svoltare direttamente in via Einaudi. Le proteste dei tanti cittadini che erano abituati a percorrere la passerella sono approdate anche sui social network. In particolare, su Facebook qualche residente ha invocato il diritto di passaggio e l'usucapione nonostante la struttura non sia pubblica bensì privata. Altri ancora, tuttavia, hanno riconosciuto che la passerella va adeguata alle norme di sicurezza, vista la larghezza limitata e l'assenza di spazi delimitati per i pedoni ed i ciclisti. Dal canto suo, il Comune si è attivato per trovare una soluzione di compromesso, allo scopo di consentire almeno alle bici e alle persone a piedi di poter usufruire di quel comodo passaggio. «Come municipio», evidenzia Claudio Marconi, assessore ai Lavori pubblici, «avevamo fatto presente più volte ai proprietari che quella struttura andava messa in regola. Anche l'imbocco delle auto da via Lungo Bussè non era regolare. Di fronte alle spese ingenti richieste per gli interventi al ponte, compreso un nuovo collaudo dell'opera, i privati non se la sono sentita però di procedere ed hanno deciso di tutelarsi chiudendo il passaggio». Marconi aggiunge: «È pur vero che i proprietari, prima di prendere tale decisione, avevano chiesto alle attività commerciali presenti nell'area servita dalla passerella se fossero interessate a compartecipare all'intervento di messa a norma. Nessuno, tuttavia, si è reso disponibile a finanziare l'operazione». Quindi l'assessore Marconi annuncia le prossime mosse del Comune: «Assieme ai proprietari vedremo se sarà possibile trovare una via di mezzo, con l’intento di poter riaprire l'attraversamento almeno a pedoni e biciclette». Questo, in attesa della posa della nuova passerella ciclopedonale in ferro e legno, lunga 25 metri e del costo di 120mila euro, che Palazzo de' Stefani collocherà più a sud nei prossimi mesi. «Orientativamente», conclude Marconi, «il nuovo attraversamento sul Bussé dovrebbe essere pronto entro settembre. Una volta attivo, i proprietari della vecchia passerella potranno decidere se sistemare il loro ponte o smantellarlo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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